CAP. XXX.

_Come il re Luigi trattò d’avere Messina in Cicilia._

Addietro avemo fatta memoria nel quarto libro, come messer Niccola di

Cesaro rientrò in Messina e caccionne i suoi nemici, e con assentimento

del re Luigi riprese Melazzo, e fecesene maggiore, ma non tanto

ch’avesse ardire di scoprirsi a’ Messinesi, se non si sentisse più

forte. E però s’accostò alla setta di que’ di Chiaramonte, e fece

tornare da Firenze a Messina certi cavalieri ch’erano stati cacciati

quando fu cacciato egli. E vedendo morto colui che dovea essere loro

re, si mise in trattato col gran siniscalco del re Luigi di dargli

Messina, e per questa cagione il re Luigi, e la reina Giovanna andarono

in Calavria, e stettono parecchi mesi a Reggio, innanzi che l’accordo

avesse il suo effetto. E facendo suo sforzo d’avere galee armate a

questo servigio, con gran fatica ve n’erano sette, e alquanti legni

armati in questo tempo. Lasceremo al presente questa materia tanto

che venga a perfezione, e seguiremo quello che prima ci occorre a

raccontare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 208 / 289 题