_Come il re Luigi trattò d’avere Messina in Cicilia._
Addietro avemo fatta memoria nel quarto libro, come messer Niccola di
Cesaro rientrò in Messina e caccionne i suoi nemici, e con assentimento
del re Luigi riprese Melazzo, e fecesene maggiore, ma non tanto
ch’avesse ardire di scoprirsi a’ Messinesi, se non si sentisse più
forte. E però s’accostò alla setta di que’ di Chiaramonte, e fece
tornare da Firenze a Messina certi cavalieri ch’erano stati cacciati
quando fu cacciato egli. E vedendo morto colui che dovea essere loro
re, si mise in trattato col gran siniscalco del re Luigi di dargli
Messina, e per questa cagione il re Luigi, e la reina Giovanna andarono
in Calavria, e stettono parecchi mesi a Reggio, innanzi che l’accordo
avesse il suo effetto. E facendo suo sforzo d’avere galee armate a
questo servigio, con gran fatica ve n’erano sette, e alquanti legni
armati in questo tempo. Lasceremo al presente questa materia tanto
che venga a perfezione, e seguiremo quello che prima ci occorre a
raccontare.