CAP. XXVII.

_Come il vicario puose campo._

Il vescovo d’Augusta, ch’era prod’uomo in fatti d’arme e bene avveduto,

sentendo ch’e’ soldati de’ signori di Milano non erano per uscire in

campo contro a lui, con più ardire valicò Parma, cavalcando con tutta

sua oste presso alle porti, e così Cremona, e ristette alquanto in sui

Piacentino, ove fece la risposta della lettera sopraddetta. E predando

il paese d’intorno per alcuno dì, si partì di là, ed entrò sul contado

di Milano; e facendo in quello grandissime prede, trovando la gente

male provveduta, si mise a fermare suo campo a una grossa villa che si

chiama Rosario, presso a Milano a quattordici miglia di piano, intorno

alla quale a due, e a tre, e quattro miglia sono altre grosse villate,

raccolte a modo di casali, piene di molta vittuaglia e bestiame, e

per l’abbondanza l’oste vi stette a grande agio; e indi cavalcarono

per tutto il Milanese, facendo danno grave a’ paesani, che per lungo

tempo non aveano sentito che guerra si fosse; e con tutta la forza de’

signori di Milano, niuna resistenza trovarono in campo in molti giorni:

e però lasceremo alquanto questa materia, tanto che le grandi cose che

ne seguirono abbiano il tempo loro, non partendoci però dall’italiane

tempeste, che prima si vogliono raccontare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 205 / 289 题