_Come i soldati de’ tiranni non vollono venire contro all’insegna
dell’imperadore._
Era in questo mezzo avvenuto, ch’e’ signori di Milano, temendo
l’avvenimento de’ sopraddetti loro avversari, aveano mandato a Parma
il marchese Francesco con quattromila barbute di gente tedesca e
Borgognoni ivi raunati altri cavalieri e gran popolo per uscire a
campo, e non lasciare i nemici entrare sul terreno de’ signori di
Milano, e di combattere con loro. Quando il marchese volle uscire
fuori a campo, i conestabili de’ Tedeschi e de’ Borgognoni tutti di
concordia dissono al marchese loro capitano, che contro al vicario
dell’imperadore e alla sua insegna non anderebbono, nè in campo non
farebbono resistenza contro al loro signore. Questo fu il titolo della
scusa, ma più li mosse non volere fare resistenza alla compagnia,
perocchè aveano parte in quella non istandovi, e il refugio e il soldo
quand’erano cassi in altre parti; ma dissono, ch’erano apparecchiati di
stare alla guardia delle città e delle castella lealmente. I signori
sentendo l’intenzione de’ soldati, ch’acconsentivano d’essere cassi
innanzi che uscire contro al vicario dell’imperadore, pensarono che a
cassarli era aggiugnere forza a’ loro nemici, e pericolo di loro stato:
e però dissimularono con loro, e ritrassonli a Milano, lasciando in
Parma e in Piacenza buona guardia per difendere le mura.