_Risposta fatta, per lo vicario, alla detta lettera._
«Rallegriamo delle lettere che mandate ci avete, quali mostrano la
superbia della quale voi vi gloriate. Della nostra ingiuria intendiamo
soprassedere, ma della bugia scritta nelle vostre lettere non ci
possiamo contenere. Scriveste dunque, che co’ vostri precursori,
innanzi ch’entrassimo nel vostro tenitorio, ci rispondereste
minacciandone di battaglia. E ora con la grazia di Dio e col suo
aiuto, nel quale solo è la nostra speranza, non occultamente a modo di
predoni, ma palesi, passati Parma, siamo in sul campo presso a cinque
miglia a Piacenza, e col detto divino aiutorio intendiamo procedere
innanzi, e co’ vostri precursori non ci avete ovviati, in vituperio
della vostra vana superbia. Data a Ponte miro, a dì 10 d’ottobre.»