_Risposta fatta per li signori di Milano al vicario._
«Avendo per alcuni nostri fedeli notizia delle tue superbe e pazze
lettere, colle quali noi, come fanciulli, col tuo ventoso intronamento
credi spaurire, noi, avvegnachè dell’età giovani, molte cose avendo
già vedute, al postutto il mormorio delle mosche non temiamo. Tu
immerito del preclarissimo nome del santo imperio ti fai vicario, dei
quale noi fedeli vicari ci confessiamo. Contro dunque a te non vicario
dell’imperio, ma capo de’ ladroni, e guida di fuggitivi soldati, infra’
l termine che ci hai assegnato, acciocchè non t’affatichi venendo
sopra il milanese, piagentino ovvero parmigiano tenitorio, pe’ nostri
precussori idonei, acciocchè non ti vanti ch’a tua volontà le nostre
persone abbi mosse, co’ tuoi guai, forse ti risponderemo. Noi adunque
promettiamo a te, che con nefaria mano di ladroni a depopolare e ardere
i nostri pacifichi confini con pazzo campo se’ mosso, non come vescovo
ma come uomo di sangue, se la fortuna ministra, della giustizia nelle
nostre mani ti conducerà, non altrimenti che come famoso ladrone, e
incendiario ti puniremo.»