CAP. XXIV.

_Risposta fatta per li signori di Milano al vicario._

«Avendo per alcuni nostri fedeli notizia delle tue superbe e pazze

lettere, colle quali noi, come fanciulli, col tuo ventoso intronamento

credi spaurire, noi, avvegnachè dell’età giovani, molte cose avendo

già vedute, al postutto il mormorio delle mosche non temiamo. Tu

immerito del preclarissimo nome del santo imperio ti fai vicario, dei

quale noi fedeli vicari ci confessiamo. Contro dunque a te non vicario

dell’imperio, ma capo de’ ladroni, e guida di fuggitivi soldati, infra’

l termine che ci hai assegnato, acciocchè non t’affatichi venendo

sopra il milanese, piagentino ovvero parmigiano tenitorio, pe’ nostri

precussori idonei, acciocchè non ti vanti ch’a tua volontà le nostre

persone abbi mosse, co’ tuoi guai, forse ti risponderemo. Noi adunque

promettiamo a te, che con nefaria mano di ladroni a depopolare e ardere

i nostri pacifichi confini con pazzo campo se’ mosso, non come vescovo

ma come uomo di sangue, se la fortuna ministra, della giustizia nelle

nostre mani ti conducerà, non altrimenti che come famoso ladrone, e

incendiario ti puniremo.»

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 202 / 289 题