CAP. XXIII.

_Processo fatto contro a’ signori di Milano per lo vicario

dell’imperadore._

Narrato abbiamo nel sesto libro, come messer Marcovaldo vescovo

augustinese vicario in Pisa per l’imperadore, era fatto capitano della

compagnia, e dell’altra oste de’ Lombardi ch’erano collegati contro

a’ signori di Milano; ed essendo raunati tutti in Lombardia e acconci

d’andare verso Milano, il vescovo fece esaltare nell’oste l’insegna

imperiale ne’ campi di Modena, e ivi dichiarò a tutti, com’egli era

vicario dell’imperadore, e formò un processo sotto il titolo del

vicariato contro a messer Bernabò e a messer Galeazzo signori di

Milano, il quale in effetto contenea: come in derisione e in contento

della santa Chiesa e’ davano l’investiture de’ beneficii ecclesiastici

a cui voleano, togliendoli a cui la santa Chiesa gli avea investiti, e

a’ legati del papa non lasciavano in tutta loro tirannica giurisdizione

fare uficio, e alquanti n’aveano fatti morire crudelmente; e come

aveano trattato con messer Palletta da Montescudaio di tradire

l’imperadore, e di torgli la città di Pisa, e come per loro violenta

tirannia aveano occupate le città e’ popoli di Lombardia pertinenti al

santo imperio, e come in vergogna della maestà imperiale, tornandosi

l’imperadore in Alamagna, valicando per Lombardia, gli feciono serrare

le porte delle città e castella di loro distretto, e guardare le mura

con gente d’arme, come da loro nemico, avendo titolo di suoi vicari;

e formato il processo, mandò per sue lettere a richiedere i tiranni,

che a dì 11 del presente mese d’ottobre del detto anno comparissono

personalmente dinanzi da lui a scusarsi del detto processo, altrimenti

non ostante la loro contumace contro a loro pronunzierebbe giusta

sentenza. E di quella, coll’aiuto di Dio, e del santo imperio e del suo

potente esercito, tosto intendea fare piena esecuzione.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 201 / 289 题