_Le schiere e gli ordini de’ Franceschi._
Venuto il lunedì mattina, il maliscalco di Dina, a cui toccava il
primo assalto, fece per tempo la sua schiera co’ cavalieri di Spagna
e d’altri circustanti a quella lingua, ch’erano venuti e condotti al
servigio del re, e a questa schiera vi s’aggiunsono masnadieri italiani
e spagnuoli, sperti delle battaglie, e buoni assalitori. A costoro fu
commesso d’assalire prima i nemici, ed essendo apparecchiati in sul
campo, e le spianate fatte, appresso a lui fu fatta la schiera del
conestabile di Francia, ch’era il duca d’Atene, e in sua schiera ebbe
molti valenti baccellieri di Francia, provenzali e normandi, e questa
schiera dovea percuotere appresso i feditori. Dopo questa il Dalfino
di Vienna figliuolo primogenito del re di Francia, e ’l duca d’Orliens
fratello del re, furono fatti conduttori della terza schiera, ove
aveano più di cinquemila cavalieri franceschi e del reame, e questa
dovea fedire appresso al duca d’Atene. La quarta e ultima schiera era
quella del re di Francia, nella quale avea più di seimila cavalieri
con molti grandi baroni, e questa era per fermezza e riscossa di tutte
l’altre. Avendo i Franceschi così fornite e ordinate le loro schiere:
essendo lungo spazio di terreno tra loro e’ nemici, innanzi che
s’aggiungano alla battaglia, ci conviene narrare l’ordine che prese il
duca di Guales nella sua gente.