_Come il vescovo di Celona sturbò la pace._
Essendo venuto con pieno mandato il cardinale al re di Francia, il re
avendo veduto per esperienza i pericoli della battaglia, e parendogli
venire a convenevole ammenda dell’ingiuria ricevuta, si disponea alla
pace, e per darle compimento, fece raunare i baroni e ’l suo consiglio:
tra gli altri quegli in cui il consiglio del re più si posava per piena
confidanza era il vescovo di Celona; costui udite le convenenze e’
patti della pace raccontati per lo cardinale di Pelagorga, e come il
re d’Inghilterra gli avea infra certi giorni a confermare, stigato dal
peccato non purgato nè ammendato da’ Franceschi si levò in parlamento,
e molto arditamente disse al re di Francia: Sire, se io mi ricordo
bene, il re d’Inghilterra e ’l duca ch’è qui presso suo figliuolo,
e ’l conte di Lancastro suo cugino, v’hanno fatto lungamente grande
onta e sconvenevole oltraggio a tutto vostro reame per molte riprese,
sconfiggendo in campo vostro padre con perdita di re, e di gran baroni,
e in mare hanno tagliate le vostre forze, e arso e dipopolato il vostro
reame in diverse parti; ditemi sire, che vendetta v’avete voi fatta,
che senza vostra onta, e di tutto vostro reame, questa pace si faccia?
Avendo voi qui il vostro corporale nemico, con gran parte de’ baroni
e de’ cavalieri inghilesi e guasconi c’hanno contra voi e contro al
vostro reame fatti tutti i grandi mali, e oltre a quelli ch’io v’ho
contati, e ora gli ha Iddio ridotti e rinchiusi nelle vostre mani per
modo, ch’addietro non possono tornare, nè a destra nè a sinistra si
possono allargare. Da vivere hanno poco, e soccorso non attendono: voi
siete signore di fare altamente la vostra vendetta, e veggovi trattare
di lasciarli andare; ed eziandio per non certa fede o fermezza delle
loro promesse, ma piene d’aguati e d’inganni, come è loro antica
usanza, che sotto i patti di fare confermare la pace al re, intende
di subito avere il suo soccorso e quello del conte di Lancastro, ch’è
apparecchiato con grande oste, come tutti quanti sapete; e se questo
avviene, chi v’accerta che la vostra vittoria non possa tornare in mano
de’ vostri nemici, con vituperoso inganno della vostra reale maestà?
E però consiglio, che a’ vinti non si dia più dilazione, e che la
vendetta delle vostre ricevute offese e la piena vittoria, che Iddio
v’ha apparecchiata, non vi scampi per tardamento de’ vostri trattati e
de’ vostri consigli. Le parole dell’ardito prelato feciono cambiare la
volontà del re e di tutti i baroni del consiglio, e catuno s’inanimò
alla battaglia, e al cardinale fu risposto precisamente che più non si
travagliasse della concordia; e deliberato fu di strignere il duca alla
battaglia la mattina vegnente, e questo consiglio fu preso domenica
a dì 18 di settembre anno detto; operando fortuna, per lo franco
consiglio di quel prelato, la materia dell’occulto giudicio di Dio
contro al detto re di Francia.