CAP. XII.

_Come il vescovo di Celona sturbò la pace._

Essendo venuto con pieno mandato il cardinale al re di Francia, il re

avendo veduto per esperienza i pericoli della battaglia, e parendogli

venire a convenevole ammenda dell’ingiuria ricevuta, si disponea alla

pace, e per darle compimento, fece raunare i baroni e ’l suo consiglio:

tra gli altri quegli in cui il consiglio del re più si posava per piena

confidanza era il vescovo di Celona; costui udite le convenenze e’

patti della pace raccontati per lo cardinale di Pelagorga, e come il

re d’Inghilterra gli avea infra certi giorni a confermare, stigato dal

peccato non purgato nè ammendato da’ Franceschi si levò in parlamento,

e molto arditamente disse al re di Francia: Sire, se io mi ricordo

bene, il re d’Inghilterra e ’l duca ch’è qui presso suo figliuolo,

e ’l conte di Lancastro suo cugino, v’hanno fatto lungamente grande

onta e sconvenevole oltraggio a tutto vostro reame per molte riprese,

sconfiggendo in campo vostro padre con perdita di re, e di gran baroni,

e in mare hanno tagliate le vostre forze, e arso e dipopolato il vostro

reame in diverse parti; ditemi sire, che vendetta v’avete voi fatta,

che senza vostra onta, e di tutto vostro reame, questa pace si faccia?

Avendo voi qui il vostro corporale nemico, con gran parte de’ baroni

e de’ cavalieri inghilesi e guasconi c’hanno contra voi e contro al

vostro reame fatti tutti i grandi mali, e oltre a quelli ch’io v’ho

contati, e ora gli ha Iddio ridotti e rinchiusi nelle vostre mani per

modo, ch’addietro non possono tornare, nè a destra nè a sinistra si

possono allargare. Da vivere hanno poco, e soccorso non attendono: voi

siete signore di fare altamente la vostra vendetta, e veggovi trattare

di lasciarli andare; ed eziandio per non certa fede o fermezza delle

loro promesse, ma piene d’aguati e d’inganni, come è loro antica

usanza, che sotto i patti di fare confermare la pace al re, intende

di subito avere il suo soccorso e quello del conte di Lancastro, ch’è

apparecchiato con grande oste, come tutti quanti sapete; e se questo

avviene, chi v’accerta che la vostra vittoria non possa tornare in mano

de’ vostri nemici, con vituperoso inganno della vostra reale maestà?

E però consiglio, che a’ vinti non si dia più dilazione, e che la

vendetta delle vostre ricevute offese e la piena vittoria, che Iddio

v’ha apparecchiata, non vi scampi per tardamento de’ vostri trattati e

de’ vostri consigli. Le parole dell’ardito prelato feciono cambiare la

volontà del re e di tutti i baroni del consiglio, e catuno s’inanimò

alla battaglia, e al cardinale fu risposto precisamente che più non si

travagliasse della concordia; e deliberato fu di strignere il duca alla

battaglia la mattina vegnente, e questo consiglio fu preso domenica

a dì 18 di settembre anno detto; operando fortuna, per lo franco

consiglio di quel prelato, la materia dell’occulto giudicio di Dio

contro al detto re di Francia.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 190 / 289 题