_I patti che si trattarono e quasi conchiusono._
Tornato il cardinale al re di Francia, il re fece raunare il suo
consiglio, per fare assentire a tutte l’offerte che ’l cardinale avea
portate al re da parte del duca per avere buona pace; e l’offerta
era, ch’e’ volea restituire al re di Francia tutte le terre prese per
gl’Inghilesi e’ Guasconi nel suo reame ne’ tre anni prossimi passati,
e che renderebbe liberi tutti i prigioni, e che per ammenda de’ danni
fatti darebbe al re di Francia dugento migliaia di nobili, che valeano
cinquecento migliaia di fiorini d’oro; e domandava per fermezza di
buona pace per moglie la figliuola del re di Francia, quando a lui
piacesse, e per dote la duchea d’Anghiemem facendosi suo uomo, e a
questo non si fermava oltre alla volontà del detto re; e in preghiera
domandava, che ’l re di Navarra fosse lasciato e restituito nel suo
reame. A queste cose il re e il consiglio s’acconciavano assai bene,
e conosceano senza pericolo il loro vantaggio. È vero che queste cose
non si poteano fermare senza la volontà del re Adoardo d’Inghilterra
suo padre, ma il duca impromettea in termine di pochi dì fargliele
attenere e confermare; e andato e rivenuto più volte il cardinali per
recare a fine di buona pace questo trattato, e avendo ogni libertà dal
duca che domandare si seppe, e che per lui si potea fare, avendo che la
concordia fosse fatta, ritornò al re di Francia; ma la cosa ebbe tutto
altro fine che non si sperava, come incontanente racconteremo.