CAP. XI.

_I patti che si trattarono e quasi conchiusono._

Tornato il cardinale al re di Francia, il re fece raunare il suo

consiglio, per fare assentire a tutte l’offerte che ’l cardinale avea

portate al re da parte del duca per avere buona pace; e l’offerta

era, ch’e’ volea restituire al re di Francia tutte le terre prese per

gl’Inghilesi e’ Guasconi nel suo reame ne’ tre anni prossimi passati,

e che renderebbe liberi tutti i prigioni, e che per ammenda de’ danni

fatti darebbe al re di Francia dugento migliaia di nobili, che valeano

cinquecento migliaia di fiorini d’oro; e domandava per fermezza di

buona pace per moglie la figliuola del re di Francia, quando a lui

piacesse, e per dote la duchea d’Anghiemem facendosi suo uomo, e a

questo non si fermava oltre alla volontà del detto re; e in preghiera

domandava, che ’l re di Navarra fosse lasciato e restituito nel suo

reame. A queste cose il re e il consiglio s’acconciavano assai bene,

e conosceano senza pericolo il loro vantaggio. È vero che queste cose

non si poteano fermare senza la volontà del re Adoardo d’Inghilterra

suo padre, ma il duca impromettea in termine di pochi dì fargliele

attenere e confermare; e andato e rivenuto più volte il cardinali per

recare a fine di buona pace questo trattato, e avendo ogni libertà dal

duca che domandare si seppe, e che per lui si potea fare, avendo che la

concordia fosse fatta, ritornò al re di Francia; ma la cosa ebbe tutto

altro fine che non si sperava, come incontanente racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 189 / 289 题