_Come il re di Francia pose il campo presso al prenze._
Il re Giovanni di Francia, ch’era presso colla sua grande oste, e
baldanzoso per lo duca di Lancastro che l’avea fuggito, e per la
vittoria del castello, sentendo il duca ristretto tra le due fiumare,
che l’una tramezzava a volere andare a lui, di presente si mosse con
tutta la sua gente e appressossi a’ nemici, e pose il campo suo di
costa a Berrì, e’ nemici erano dall’altra parte, la fiumara in mezzo,
e’ ponti erano i più rotti, e alcuno ve n’avea rimaso in guardia
de’ Franceschi: il duca non potea passare innanzi a prendere suo
vantaggio di terreno, e ’l tornare addietro di lungo viaggio, per
lo stretto de’ loro nemici, e avendo chi gli perseguitasse, non se
ne potea pensare alcuna salute, e però la necessità gli accrescea in
quel luogo l’ardire. Il coraggioso duca di Guales vedendosi a questo
stretto partito, non dimostrò a’ suoi segno d’alcuna paura nè viltà,
ma francamente provvide il suo campo, e mostrossi a tutta sua gente,
confortandoli che non dovessono temere di quella gente cui eglino tante
volte avevano fatta ricredente, e ammaestrandoli di buona e sollecita
guardia il dì e la notte, dicendo, come tosto avrebbono in loro aiuto
il valente conte di Lancastro con tutta la sua gran forza. Gl’Inghilesi
e’ Guasconi presono gran conforto della valentria e buona voglia del
loro signore, e intesono a fortificare loro campo, e a fare buona e
sollecita guardia il dì e la notte. E questo fu a dì 17 di settembre
anno detto.