CAP. VII.

_Come il re di Francia pose il campo presso al prenze._

Il re Giovanni di Francia, ch’era presso colla sua grande oste, e

baldanzoso per lo duca di Lancastro che l’avea fuggito, e per la

vittoria del castello, sentendo il duca ristretto tra le due fiumare,

che l’una tramezzava a volere andare a lui, di presente si mosse con

tutta la sua gente e appressossi a’ nemici, e pose il campo suo di

costa a Berrì, e’ nemici erano dall’altra parte, la fiumara in mezzo,

e’ ponti erano i più rotti, e alcuno ve n’avea rimaso in guardia

de’ Franceschi: il duca non potea passare innanzi a prendere suo

vantaggio di terreno, e ’l tornare addietro di lungo viaggio, per

lo stretto de’ loro nemici, e avendo chi gli perseguitasse, non se

ne potea pensare alcuna salute, e però la necessità gli accrescea in

quel luogo l’ardire. Il coraggioso duca di Guales vedendosi a questo

stretto partito, non dimostrò a’ suoi segno d’alcuna paura nè viltà,

ma francamente provvide il suo campo, e mostrossi a tutta sua gente,

confortandoli che non dovessono temere di quella gente cui eglino tante

volte avevano fatta ricredente, e ammaestrandoli di buona e sollecita

guardia il dì e la notte, dicendo, come tosto avrebbono in loro aiuto

il valente conte di Lancastro con tutta la sua gran forza. Gl’Inghilesi

e’ Guasconi presono gran conforto della valentria e buona voglia del

loro signore, e intesono a fortificare loro campo, e a fare buona e

sollecita guardia il dì e la notte. E questo fu a dì 17 di settembre

anno detto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 185 / 289 题