_Come il re di Francia uscì di Parigi con suo sforzo, e andò in
Normandia._
Seguita, tornando a nostra materia, che ’l re di Francia vedendo
assalire il suo reame ora dal conte di Lancastro con quelli di Navarra,
ora dal duca di Guales coll’aiuto de’ Guasconi, e che per soperchia
baldanza aveano preso sopra lui e sopra la gente francesca; vedendo
al presente il conte di Lancastro e messer Filippo di Navarra ridotti
in Normandia a Bertoglio, come poco innanzi abbiamo narrato, si
propose in animo di perseguitarli, e di tutto il reame raunò a Parigi
i suoi baroni e tutto il fiore della sua cavalleria, ed eziandio i
ricchi borgesi di Parigi e dell’altre buone ville, i quali tutti si
sforzarono di comparire bene in arme per accompagnare la persona del
re; il quale era già ito in Normandia, e fatto fuggire di notte il
conte di Lancastro e messer Filippo di Navarra ch’erano in Normandia a
Bertoglio, e il re, come detto è poco addietro, avea vinto il castello,
e cacciati i nemici del paese. E stando in Normandia, i baroni, e’
cavalieri e’ borgesi del reame che smossi erano traevano d’ogni parte a
lui, e all’entrata del mese di settembre si trovò più di quindicimila
armadure di ferro ben montati e bene acconci a’ servigi del re, e
con esso gran novero di sergenti in arme. E vedendosi aver vinto il
castello, e avviliti i nemici, e cresciuta la sua forza, prese speranza
di cacciare gl’Inghilesi al tutto del suo reame innanzi che ritornasse
a Parigi. E con tutta questa cavalleria stava alle frontiere de’ suoi
nemici per non lasciarli scorrere per tutte le sue terre al modo usato,
e per prendere sopra loro suo vantaggio, stando apparecchiato alla
fronte de’ suoi avversari.