CAP. V.

_Come il re di Francia uscì di Parigi con suo sforzo, e andò in

Normandia._

Seguita, tornando a nostra materia, che ’l re di Francia vedendo

assalire il suo reame ora dal conte di Lancastro con quelli di Navarra,

ora dal duca di Guales coll’aiuto de’ Guasconi, e che per soperchia

baldanza aveano preso sopra lui e sopra la gente francesca; vedendo

al presente il conte di Lancastro e messer Filippo di Navarra ridotti

in Normandia a Bertoglio, come poco innanzi abbiamo narrato, si

propose in animo di perseguitarli, e di tutto il reame raunò a Parigi

i suoi baroni e tutto il fiore della sua cavalleria, ed eziandio i

ricchi borgesi di Parigi e dell’altre buone ville, i quali tutti si

sforzarono di comparire bene in arme per accompagnare la persona del

re; il quale era già ito in Normandia, e fatto fuggire di notte il

conte di Lancastro e messer Filippo di Navarra ch’erano in Normandia a

Bertoglio, e il re, come detto è poco addietro, avea vinto il castello,

e cacciati i nemici del paese. E stando in Normandia, i baroni, e’

cavalieri e’ borgesi del reame che smossi erano traevano d’ogni parte a

lui, e all’entrata del mese di settembre si trovò più di quindicimila

armadure di ferro ben montati e bene acconci a’ servigi del re, e

con esso gran novero di sergenti in arme. E vedendosi aver vinto il

castello, e avviliti i nemici, e cresciuta la sua forza, prese speranza

di cacciare gl’Inghilesi al tutto del suo reame innanzi che ritornasse

a Parigi. E con tutta questa cavalleria stava alle frontiere de’ suoi

nemici per non lasciarli scorrere per tutte le sue terre al modo usato,

e per prendere sopra loro suo vantaggio, stando apparecchiato alla

fronte de’ suoi avversari.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 183 / 289 题