_Molte laide cose fece il re di Francia._
Da questo tempo innanzi cominciarono le commozioni del re d’Inghilterra
già narrate per lo nostro antecessore; e prima il detto re di Francia
vedendo sommuovere gl’Inghilesi contro a sè, con grande armata si mise
in arme contro a loro, e di trentadue migliaia d’uomini che reggeano
il suo navilio, perduto il navilio, ventotto migliaia d’uomini di
sua gente furono morti dagl’Inghilesi. E poi appresso venuto il
re d’Inghilterra in Francia con piccolo numero di gente, rispetto
della moltitudine de’ cavalieri e di sergenti ch’avea seco il re di
Francia a seguitarlo, fu sconfitto, come narrato abbiamo addietro; e
campata la sua persona con pochi per grazia della notte, e tornato a
Parigi, avendosi veduto nel giudicio di Dio, non ricorse alla virtù
dell’umiltà, ma aggiugnendo male a male, per avere moneta assai, in
cui era la sua fidanza, licenziò e sicurò tutti gli usurai del suo
reame, dando loro licenza di prestare pubblicamente, pagando alla
corte cinque per cento di quello che catuno era tassato dagli uficiali
del re ogni anno. E aggiugnendo alla sua avarizia, fece battere nuova
moneta d’oro e d’argento per tutto suo reame di molto meno valuta che
quella che prima correa, e subitamente la fece correre per buona, e
la buona fece disfare, in gran danno e confusione de’ suoi baroni, e
di tutti i paesani e de’ mercatanti ch’aveano a ricevere mercatanzie
nel suo reame; e dopo questo, con ordine dato a’ suoi ministri, per
tutto il reame in una notte fece prendere in persona e arrestare
l’avere a tutti gli usurieri del reame; e aggiugnendo male a male,
fece gridare per tutto, che chi avesse accattato sopra pegno l’andasse
a riscuotere per lo capitale, stando del capitale al suo saramento,
e così dell’accattato a carta; per la qual cosa coloro ch’aveano
accattato, per la larga licenza, vinti da avarizia, si spergiurarono,
e pochi furono secondo la fama che stessono in fede; e tutto ciò che
pagavano di capitale s’appropriò alla corte, che fu grandissimo tesoro,
in disertagione di molte famiglie, ch’ogni cosa s’appropriò alla corte,
dicendo, ch’aveano forfatto di aver messi più danari a usura che
non doveano. Appresso, dopo la sua affrettata morte per disordinata
lussuria, essendo di tempo, e dilettandosi nella sua giovane e bella
donna, seguitarono più gravi persecuzioni di guerra nel suo reame, in
fine il re Giovanni suo figliuolo e uno de’ suoi figliuoli furono presi
nella grande battaglia ch’appresso racconteremo; conchiudendo, che
come a inganno fu presa la croce, e promesso il santo passaggio per lo
re di Francia, così nel suo reame fu passato per divino giudicio da’
suoi nemici, e com’egli volle arricchire il suo reame indebitamente
de’ beni di santa Chiesa, e degli altri stranieri mercatanti e usurieri
del suo reame, così per giusta retribuzione impoverì il re, e il reame
consumato da’ soldi e dalle prede; e volendosi per ambizione esaltare
sopra gli altri signori della cristianità, veduti furono entrare in
servaggio di prigione, vinti maravigliosamente da più impotenti di
loro, secondo la forza e ’l numero della gente.