CAP. IV.

_Molte laide cose fece il re di Francia._

Da questo tempo innanzi cominciarono le commozioni del re d’Inghilterra

già narrate per lo nostro antecessore; e prima il detto re di Francia

vedendo sommuovere gl’Inghilesi contro a sè, con grande armata si mise

in arme contro a loro, e di trentadue migliaia d’uomini che reggeano

il suo navilio, perduto il navilio, ventotto migliaia d’uomini di

sua gente furono morti dagl’Inghilesi. E poi appresso venuto il

re d’Inghilterra in Francia con piccolo numero di gente, rispetto

della moltitudine de’ cavalieri e di sergenti ch’avea seco il re di

Francia a seguitarlo, fu sconfitto, come narrato abbiamo addietro; e

campata la sua persona con pochi per grazia della notte, e tornato a

Parigi, avendosi veduto nel giudicio di Dio, non ricorse alla virtù

dell’umiltà, ma aggiugnendo male a male, per avere moneta assai, in

cui era la sua fidanza, licenziò e sicurò tutti gli usurai del suo

reame, dando loro licenza di prestare pubblicamente, pagando alla

corte cinque per cento di quello che catuno era tassato dagli uficiali

del re ogni anno. E aggiugnendo alla sua avarizia, fece battere nuova

moneta d’oro e d’argento per tutto suo reame di molto meno valuta che

quella che prima correa, e subitamente la fece correre per buona, e

la buona fece disfare, in gran danno e confusione de’ suoi baroni, e

di tutti i paesani e de’ mercatanti ch’aveano a ricevere mercatanzie

nel suo reame; e dopo questo, con ordine dato a’ suoi ministri, per

tutto il reame in una notte fece prendere in persona e arrestare

l’avere a tutti gli usurieri del reame; e aggiugnendo male a male,

fece gridare per tutto, che chi avesse accattato sopra pegno l’andasse

a riscuotere per lo capitale, stando del capitale al suo saramento,

e così dell’accattato a carta; per la qual cosa coloro ch’aveano

accattato, per la larga licenza, vinti da avarizia, si spergiurarono,

e pochi furono secondo la fama che stessono in fede; e tutto ciò che

pagavano di capitale s’appropriò alla corte, che fu grandissimo tesoro,

in disertagione di molte famiglie, ch’ogni cosa s’appropriò alla corte,

dicendo, ch’aveano forfatto di aver messi più danari a usura che

non doveano. Appresso, dopo la sua affrettata morte per disordinata

lussuria, essendo di tempo, e dilettandosi nella sua giovane e bella

donna, seguitarono più gravi persecuzioni di guerra nel suo reame, in

fine il re Giovanni suo figliuolo e uno de’ suoi figliuoli furono presi

nella grande battaglia ch’appresso racconteremo; conchiudendo, che

come a inganno fu presa la croce, e promesso il santo passaggio per lo

re di Francia, così nel suo reame fu passato per divino giudicio da’

suoi nemici, e com’egli volle arricchire il suo reame indebitamente

de’ beni di santa Chiesa, e degli altri stranieri mercatanti e usurieri

del suo reame, così per giusta retribuzione impoverì il re, e il reame

consumato da’ soldi e dalle prede; e volendosi per ambizione esaltare

sopra gli altri signori della cristianità, veduti furono entrare in

servaggio di prigione, vinti maravigliosamente da più impotenti di

loro, secondo la forza e ’l numero della gente.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 182 / 289 题