_Le parole disse frate Andrea d’Antiochia al re di Francia._
Essendo divolgata la novella di questo passaggio in Egitto e in Soria,
i cristiani del paese che sono sottoposti al giogo de’ saracini,
ed eziandio i viandanti mercatanti ch’allora erano in quelli paesi,
ricevettono gravi oppressioni e diversi tormenti, e molti ne furono
morti da’ signori saracini, e tolto il loro avere sotto false cagioni
d’essere trattatori del passaggio; per la qual cosa un valente
religioso italiano, il quale era chiamato frate Andrea d’Antiochia,
in fervore del suo animo dolendosi dell’ingiuria che riceveano
gl’innocenti cristiani, si mosse di Soria e venne a corte di Roma a
Avignone; e là giunse, quando il re Filippo di Francia era tornato
di pellegrinaggio da Marsilia a Avignone, passato di lungo il termine
della sua promessa, e non essendo di ciò nè dal papa nè da’ cardinali
ripreso; e già avea presa la licenza dal santo padre, e avea valicato
il Rodano, e desinato nel nobile ostiere di sant’Andrea, il quale
avea fatto edificare messer Napoleone degli Orsini di Roma a fine di
ricevervi il re di Francia e gli altri reali, il re era già montato
a cavallo per prendere suo cammino verso Parigi, il valoroso frate
Andrea, avendo accattato dagli scudieri de’ cardinali che l’atassono
conducere al freno del cavallo del re, com’egli uscì dell’ostiere così
li fu condotto al freno. Il religioso avea la barba lunga e canuta, e
parea di santo aspetto, e per la reverenza di lui il re si sostenne,
e frate Andrea disse: Se’ tu quello Filippo re di Francia, c’hai
promesso a Dio e a santa Chiesa d’andare colla tua potenza a trarre
delle mani de’ perfidi saracini la terra, dove Cristo nostro salvatore
volle spandere il suo immaculato sangue per la nostra redenzione? Il
re rispuose di sì; allora il venerabile religioso gli disse: Se tu
questo hai mosso, e intendi di seguitare con pura intenzione e fede,
io prego quel Cristo benedetto che per noi volle in quella terra
santa ricevere passione, che dirizzi i tuoi andamenti al fine di piena
vittoria, e intera prosperità di te e del tuo esercito, e che ti presti
in tutte le cose il suo aiuto e la sua benedizione, e t’accresca ne’
beni spirituali e temporali colla sua grazia, sicchè tu sii colui,
che colla tua vittoria levi l’obbrobrio del popolo cristiano, e
abbatti l’errore dell’iniquo e perfido Maometto, e purghi e mondi il
venerabile luogo di tutte l’abominazioni degl’infedeli, in tua per
Cristo sempiterna gloria. Ma se tu questo hai cominciato e pubblicato,
la qual cosa resulta in grave tormento e morte de’ cristiani che in
quel paese conversano, e non hai l’animo perfetto con Dio a questa
impresa seguitare, e la santa Chiesa cattolica da te è ingannata, sopra
te e sopra la tua casa, e i tuoi discendenti e ’l tuo reame venga l’ira
della divina indegnazione, e dimostri contro a te e’ tuoi successori,
e in evidenza de’ cristiani, il flagello della divina giustizia, e
contro a te gridi a Dio il sangue degl’innocenti cristiani, già sparto
perla boce di questo passaggio. Il re turbato nell’animo di questa
maladizione disse al religioso: Venite appresso di noi; e frate Andrea
rispose: Se voi andaste verso la terra di promissione in levante, io
v’anderei davanti; ma perchè vostro viaggio è in ponente, vi lascerò
andare, e io tornerò a fare penitenza de’ miei peccati in quella terra,
che voi avete promesso a Dio di trarre delle mani de’ cani saracini.