CAP. LXXXIII.

_Perchè si mosse guerra dagli Spagnuoli a’ Catalani._

Era in questi dì il re Petro di Castella giovane, e più pieno di

dissolute volontà che d’oneste virtù, e molto era stemperato nella

concupiscenza delle femmine; e dilettandosi con una sopra l’altre, non

bastandogli le grandi camere e’ nobili verzieri a suo diletto, si mise

a diporto con lei in mare in su un legno armato non di gran difesa;

e andandosi sollazzando in alto mare, una galea armata di Catalani

passava per quella marina, e vedendo il legno armato, si dirizzò a lui,

e domandava di cui fosse il legno e la mercatanzia che su v’era carica:

il re per isdegno non volea che risposta si facesse; per la qual cosa

i Catalani più si sforzavano di volerlo sapere, e non potendone avere

risposta, s’appressarono al legno, e cominciarono a saettare; e vedendo

da presso che gli uomini erano Spagnuoli, senza mettersi più innanzi si

partirono, e seguirono loro viaggio. Il re rimase di questo con grande

sdegno; e poco appresso avvenne, che in Sibilia arrivarono galee armate

di Catalani, i quali aveano guerra co’ Genovesi, e trovando nel porto

alquanti mercatanti di Genova, li presono, e raddomandandoli il re di

Spagna, non li vollono rendere. E questa cagione più giusta infiammò

più l’animo del re per modo, che immantinente per mare e per terra

cominciò a’ Catalani nuova guerra; e incontanente fece armare dodici

galee, e mandò scorrendo le marine fino nel porto di Maiolica, ardendo

e mettendo in fuoco quanti legni di Catalani poterono trovare per tutta

la riviera di Catalogna. E in questi dì, le quindici galee bandeggiate

di Genova per la presura di Tripoli, avendo per uscire di bando a

guerreggiare tre mesi i Catalani, feciono in Catalogna e nell’isola

di Maiolica danno assai. E ’l re di Castella per terra con gran forza

di suoi cavalieri venuto alle frontiere di Catalogna improvviso a’

Catalani, fece loro d’arsioni e di prede danno grande. Per la qual

cosa d’ogni parte s’apparecchiò grande sforzo di gente d’arme, e catuno

richiese gli amici per conducersi a battaglia, come seguendo appresso

nel suo tempo racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 176 / 289 题