_Perchè si mosse guerra dagli Spagnuoli a’ Catalani._
Era in questi dì il re Petro di Castella giovane, e più pieno di
dissolute volontà che d’oneste virtù, e molto era stemperato nella
concupiscenza delle femmine; e dilettandosi con una sopra l’altre, non
bastandogli le grandi camere e’ nobili verzieri a suo diletto, si mise
a diporto con lei in mare in su un legno armato non di gran difesa;
e andandosi sollazzando in alto mare, una galea armata di Catalani
passava per quella marina, e vedendo il legno armato, si dirizzò a lui,
e domandava di cui fosse il legno e la mercatanzia che su v’era carica:
il re per isdegno non volea che risposta si facesse; per la qual cosa
i Catalani più si sforzavano di volerlo sapere, e non potendone avere
risposta, s’appressarono al legno, e cominciarono a saettare; e vedendo
da presso che gli uomini erano Spagnuoli, senza mettersi più innanzi si
partirono, e seguirono loro viaggio. Il re rimase di questo con grande
sdegno; e poco appresso avvenne, che in Sibilia arrivarono galee armate
di Catalani, i quali aveano guerra co’ Genovesi, e trovando nel porto
alquanti mercatanti di Genova, li presono, e raddomandandoli il re di
Spagna, non li vollono rendere. E questa cagione più giusta infiammò
più l’animo del re per modo, che immantinente per mare e per terra
cominciò a’ Catalani nuova guerra; e incontanente fece armare dodici
galee, e mandò scorrendo le marine fino nel porto di Maiolica, ardendo
e mettendo in fuoco quanti legni di Catalani poterono trovare per tutta
la riviera di Catalogna. E in questi dì, le quindici galee bandeggiate
di Genova per la presura di Tripoli, avendo per uscire di bando a
guerreggiare tre mesi i Catalani, feciono in Catalogna e nell’isola
di Maiolica danno assai. E ’l re di Castella per terra con gran forza
di suoi cavalieri venuto alle frontiere di Catalogna improvviso a’
Catalani, fece loro d’arsioni e di prede danno grande. Per la qual
cosa d’ogni parte s’apparecchiò grande sforzo di gente d’arme, e catuno
richiese gli amici per conducersi a battaglia, come seguendo appresso
nel suo tempo racconteremo.