CAP. LXXXII.

_Come il conte di Fiandra ebbe tutto Brabante a suo comandamento._

Il duca di Brabante, vilmente abbattuto per la sua corrotta fede,

e poco amato perchè era Tedesco, avendo sentito come Borsella e

Villaforte aveano fatto i comandamenti del conte, non si fidò in

Loana nè in alcuna terra di Brabante, ma colla moglie, e colla sua

famiglia, e co’ suoi arnesi s’uscì di tutta la provincia di Brabante

e ridussesi in Alamagna, abbandonando così ricco e nobile paese per

sua codardia. Il conte sentendo partito il duca, crebbe in ardire

co’ suoi Fiamminghi, e dirizzossi verso Anversa: quelli d’Anversa

feciono vista di volersi difendere: il conte non volle quivi fare sua

pruova, e lasciata Anversa, se n’andò a Loano, affrettandosi prima che

potessono mettere consiglio alla loro difesa. Quelli di Loano vedendosi

abbandonati dal duca loro signore, e male provveduti alla subita

guerra, e che l’altre buone ville di Brabante s’erano arrendute al

conte, e che da lui erano bene trattati, per non ricevere il guasto nè

maggiore danno s’arrenderono al conte, e con pace il misono nella città

con gran festa ed onore; ed entrato in Loano, incontanente Anversa,

e tutte le buone ville e castella della provincia di Brabante, si

misono all’ubbidienza del conte e feciono i suoi comandamenti; e così

in pochi giorni del rimanente del mese d’agosto del detto anno, dopo

la sconfitta de’ Brabanzoni, fu il conte di Fiandra messer Lodovico

signore a cheto di tutta la ducea di Brabante; e dato ordine a loro

reggimento, e fatti uficiali in tutte le terre, e messovi quella

guardia ch’a lui parve a conservagione del paese, e fornito Mellina con

più sua fermezza e guardia, perchè era propria villa di suo dominio,

con allegra e piena vittoria, di letizia e non di sangue, co’ suoi

Fiamminghi si tornò in Fiandra, accresciuto altamente il suo onore e la

fama de’ suoi Fiamminghi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 175 / 289 题