_Come i Fiamminghi sconfissono i Brabanzoni._
I Fiamminghi, ch’erano infocati per l’ingiurie ricevute, vedendosi i
nemici così di presso, e sentendo tra loro gran romore, avvisandosi
che per discordia si dovessono partire, senza attendere che venissono
schierati al campo, valicata l’ora della nona, si misono ad assalirgli.
E cominciato un grido tutti insieme a loro costuma, che trapassava
il cielo vincendo ogni tonitruo, e giugnendo a’ nemici, i quali
aveano incominciata alcuna discordia tra’ Tedeschi e’ Brabanzoni, gli
assalirono con grande ardimento; e cominciata tra loro la battaglia,
avvenne per caso, e non per operazione de’ nemici, che l’insegna del
duca di Brabante si vide abbattuta. Veduto questo i Brabanzoni a piede
in prima si misono alla fuga, e i cavalieri appresso volsono le reni
a’ nemici senza fare alcuna resistenza, e intesonsi a salvare nella
città ch’era loro presso; i Fiamminghi affannati per la corsa al
primo assalto, e carichi d’arme, non li poterono seguire, e per questa
cagione pochi ne morirono in sul campo, ma più n’annegarono, gittandosi
a passare il fiume coll’armi indosso; ma tra tutti i morti in sul
campo e annegati nel fiume appena aggiunsono al numero di cinquecento,
che fu di così grande esercito gran maraviglia, e de’ Fiamminghi non
morì alcuno di ferro, cosa quasi, incredibile a raccontare, ma così fu
per la grazia di Dio, che non assentì tra loro maggiore effusione di
sangue.