CAP. LXXX.

_Come i Fiamminghi sconfissono i Brabanzoni._

I Fiamminghi, ch’erano infocati per l’ingiurie ricevute, vedendosi i

nemici così di presso, e sentendo tra loro gran romore, avvisandosi

che per discordia si dovessono partire, senza attendere che venissono

schierati al campo, valicata l’ora della nona, si misono ad assalirgli.

E cominciato un grido tutti insieme a loro costuma, che trapassava

il cielo vincendo ogni tonitruo, e giugnendo a’ nemici, i quali

aveano incominciata alcuna discordia tra’ Tedeschi e’ Brabanzoni, gli

assalirono con grande ardimento; e cominciata tra loro la battaglia,

avvenne per caso, e non per operazione de’ nemici, che l’insegna del

duca di Brabante si vide abbattuta. Veduto questo i Brabanzoni a piede

in prima si misono alla fuga, e i cavalieri appresso volsono le reni

a’ nemici senza fare alcuna resistenza, e intesonsi a salvare nella

città ch’era loro presso; i Fiamminghi affannati per la corsa al

primo assalto, e carichi d’arme, non li poterono seguire, e per questa

cagione pochi ne morirono in sul campo, ma più n’annegarono, gittandosi

a passare il fiume coll’armi indosso; ma tra tutti i morti in sul

campo e annegati nel fiume appena aggiunsono al numero di cinquecento,

che fu di così grande esercito gran maraviglia, e de’ Fiamminghi non

morì alcuno di ferro, cosa quasi, incredibile a raccontare, ma così fu

per la grazia di Dio, che non assentì tra loro maggiore effusione di

sangue.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 173 / 289 题