_Come il duca di Brabante si fè incontro a’ Fiamminghi._
Il duca di Brabante, il quale era Tedesco, fratello uterino di Carlo
di Boemia imperadore, avendo in animo di non volere, Mellina al conte
rendere attendendo la guerra, avea richiesto d’aiuto l’imperadore,
e molti altri principi della Magna, e a questo punto si trovò da
diecimila o più buoni cavalieri tedeschi e brabanzoni, e tutto il
popolo di Brabante si mise in arme, e trovossi il duca a questo bisogno
cento migliaia di Brabanzoni a piè bene armati. E vedendosi i nemici
all’uscio, a dì 17 del detto mese d’agosto uscirono a campo fuori della
villa di Borsella, e misonsi a campo a rimpetto de’ Fiamminghi presso
a un mezzo miglio: e cominciarono a ordinare la loro gente, e disporla
per battaglie a piè, e a cavallo; perocchè ben conosceano che l’impresa
era tale, che non riceveva altro termine che la vittoria della
battaglia a cui Iddio la concedesse. In questo ordinare stettono dalla
mattina a nona; mezzani non si poteano in questo fatto tramettere per
la fede altra volta rotta pe’ Brabanzoni, catuna parte s’acconciava di
combattere, e tanto era presso l’un’oste all’altra, che battaglia non
vi potea mancare.