CAP. LXXIX.

_Come il duca di Brabante si fè incontro a’ Fiamminghi._

Il duca di Brabante, il quale era Tedesco, fratello uterino di Carlo

di Boemia imperadore, avendo in animo di non volere, Mellina al conte

rendere attendendo la guerra, avea richiesto d’aiuto l’imperadore,

e molti altri principi della Magna, e a questo punto si trovò da

diecimila o più buoni cavalieri tedeschi e brabanzoni, e tutto il

popolo di Brabante si mise in arme, e trovossi il duca a questo bisogno

cento migliaia di Brabanzoni a piè bene armati. E vedendosi i nemici

all’uscio, a dì 17 del detto mese d’agosto uscirono a campo fuori della

villa di Borsella, e misonsi a campo a rimpetto de’ Fiamminghi presso

a un mezzo miglio: e cominciarono a ordinare la loro gente, e disporla

per battaglie a piè, e a cavallo; perocchè ben conosceano che l’impresa

era tale, che non riceveva altro termine che la vittoria della

battaglia a cui Iddio la concedesse. In questo ordinare stettono dalla

mattina a nona; mezzani non si poteano in questo fatto tramettere per

la fede altra volta rotta pe’ Brabanzoni, catuna parte s’acconciava di

combattere, e tanto era presso l’un’oste all’altra, che battaglia non

vi potea mancare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 172 / 289 题