CAP. LXXVIII.

_Come il conte di Fiandra andò sopra Brabante._

È da sapere, per meglio intendere quello che seguita, che non per nuovo

accidente, ma per antica virtù, e continovata ambizione, il popolo

Fiammingo era più pro’ e più sperto e audace in fatti d’arme che il

popolo brabanzone, e i cavalieri brabanzoni più sperti e più atti in

fatti d’arme ch’e’ cavalieri fiamminghi. Ma recando a sè il popolo

fiammingo l’ingiuria ricevuta da’ Brabanzoni, nell’impeto del furore

del suo animo, come un uomo, s’accolsono insieme più di centocinquanta

migliaia d’uomini, tutti armati a modo di cavalieri, e con loro il

conte loro signore con quattromila cavalieri, e raccolto grandissimo

carreaggio carico di vivanda, e d’armadura a dì 9 d’agosto anno detto

presono loro cammino per entrare in Brabante, e a dì 12 del detto mese

si trovarono sopra la gran città di Borsella, presso a mezza lega, e

ivi fermarono loro campo, scorrendo il paese d’intorno, e facendo assai

danno a’ paesani.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 171 / 289 题