_Come il conte di Fiandra andò sopra Brabante._
È da sapere, per meglio intendere quello che seguita, che non per nuovo
accidente, ma per antica virtù, e continovata ambizione, il popolo
Fiammingo era più pro’ e più sperto e audace in fatti d’arme che il
popolo brabanzone, e i cavalieri brabanzoni più sperti e più atti in
fatti d’arme ch’e’ cavalieri fiamminghi. Ma recando a sè il popolo
fiammingo l’ingiuria ricevuta da’ Brabanzoni, nell’impeto del furore
del suo animo, come un uomo, s’accolsono insieme più di centocinquanta
migliaia d’uomini, tutti armati a modo di cavalieri, e con loro il
conte loro signore con quattromila cavalieri, e raccolto grandissimo
carreaggio carico di vivanda, e d’armadura a dì 9 d’agosto anno detto
presono loro cammino per entrare in Brabante, e a dì 12 del detto mese
si trovarono sopra la gran città di Borsella, presso a mezza lega, e
ivi fermarono loro campo, scorrendo il paese d’intorno, e facendo assai
danno a’ paesani.