CAP. LXX.

_Come la compagnia stette sopra Ravenna._

Venuta la compagnia del conte di Lando del Regno in Romagna, il

legato per tema de’ baratti di quella gente senza fede si ritrasse

dall’assedio di Cesena, e dalla cominciata guerra contro al capitano

di Forlì, pensando saviamente i pericoli che occorrere li poteano.

Il capitano a quella compagnia dava il mercato, e a’ capitani e

a’ maggiori conestabili facea doni per avere il loro aiuto: e la

moltitudine di quello esercito si stava in sul contado di Ravenna

facendo danno di prede, e minacciando di dargli il guasto, se ’l loro

signore messer Bernardino da Polenta non desse loro danari. Ma egli,

essendo molto ricco di moneta, chiamò a consiglio i Cittadini di

Ravenna; e con loro ordinò il modo dell’ammenda del guasto, e volle in

questo caso, come valoroso tiranno, innanzi sodisfare il danno a’ suoi

cittadini, che sottomettersi al tributo della compagnia. Onde molto

fu commendato da’ savi; perocchè del guasto la compagnia fa danno a sè

senza trarne alcun frutto, e il trarre danari da’ signori e da’ comuni

è un accrescere baldanza e favore a mantenere le compagnie e servaggio

de’ popoli.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 163 / 289 题