_Come la compagnia stette sopra Ravenna._
Venuta la compagnia del conte di Lando del Regno in Romagna, il
legato per tema de’ baratti di quella gente senza fede si ritrasse
dall’assedio di Cesena, e dalla cominciata guerra contro al capitano
di Forlì, pensando saviamente i pericoli che occorrere li poteano.
Il capitano a quella compagnia dava il mercato, e a’ capitani e
a’ maggiori conestabili facea doni per avere il loro aiuto: e la
moltitudine di quello esercito si stava in sul contado di Ravenna
facendo danno di prede, e minacciando di dargli il guasto, se ’l loro
signore messer Bernardino da Polenta non desse loro danari. Ma egli,
essendo molto ricco di moneta, chiamò a consiglio i Cittadini di
Ravenna; e con loro ordinò il modo dell’ammenda del guasto, e volle in
questo caso, come valoroso tiranno, innanzi sodisfare il danno a’ suoi
cittadini, che sottomettersi al tributo della compagnia. Onde molto
fu commendato da’ savi; perocchè del guasto la compagnia fa danno a sè
senza trarne alcun frutto, e il trarre danari da’ signori e da’ comuni
è un accrescere baldanza e favore a mantenere le compagnie e servaggio
de’ popoli.