_Trattati de’ Ciciliani._
Detto abbiamo addietro, come certi potenti cittadini della città di
Messina nominati que’ di Cesare cacciarono della città altri cittadini
loro avversari, e rimasi i maggiori, s’accostarono co’ baroni di
Chiaramonte, i quali teneano col re Luigi del Regno. Nondimeno perchè
a loro parea essere nell’isola i maggiori, eziandio senza l’aiuto del
detto re, e’ cercarono di riducere a loro Federigo loro legittimo
signore, e trarlo delle mani de’ Catalani, e conducerlo a Messina
e farlo coronare dell’isola. E per dimostrare che eglino avessono
affezione al loro signore naturale dell’isola, messer Niccola di Cesaro
in persona, a cui il re Luigi avea accomandata la terra di Melazzo,
andò là con gente d’arme, e fece per più di combattere coloro che
per lo re guardavano la rocca, tanto che l’ebbe. Per la qual cosa i
Messinesi presono molta confidanza di messer Niccola, e don Federigo
medesimo prese speranza e diede intenzione di venire a Messina, e per
tutto si divolgò che l’accordo di Cicilia era fatto. Ma o che questo
trattato fosse fatto ad ingegno di malizia, come si credette, o che
la setta de’ Catalani non si fidasse, la cosa si ruppe tra’ Ciciliani,
e seguitonne la chiamata a Messina del re Luigi, come appresso al suo
tempo, conseguendo nostra materia, diviseremo.