CAP. LXV.

_Di certa novità che gli Ungheri feciono nel campo a Trevigi._

La disordinata moltitudine de’ cavalieri ungheri, che a modo di

gente barbara non sanno osservare la disciplina militare, nè essere

ubbidienti a’ loro conducitori, come detto è poco addietro, aveano

scorso il Padovano, perchè la vittuaglia che di là solea venire non

venia, e la carestia montava nel campo. Per la qual cosa al primo

fallo n’arrosono uno maggiore, e presono riotta co’ cavalieri tedeschi

che v’erano con messer Currado Lupo e con gli altri conestabili

tedeschi che fedelmente servivano il loro signore, e per arroganza

li villaneggiavano; e fatto questo, corsono con furore alla camera

dove il re avea ordinato il fornimento della vittuaglia e dell’altre

cose per conservare l’oste, e rubaronla; e così in pochi dì ebbono a

tanto condotta l’oste, sconciando l’ordine che la mantenea, che per

necessità fu costretto il re di partirsi dall’assedio, come appresso

diviseremo: verificandosi quel detto del filosofo il quale disse: che

le sopragrandi cose reggere non si possono, e quelle che reggere non si

possono, lungamente durare non possono.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 158 / 289 题