_Di certa novità che gli Ungheri feciono nel campo a Trevigi._
La disordinata moltitudine de’ cavalieri ungheri, che a modo di
gente barbara non sanno osservare la disciplina militare, nè essere
ubbidienti a’ loro conducitori, come detto è poco addietro, aveano
scorso il Padovano, perchè la vittuaglia che di là solea venire non
venia, e la carestia montava nel campo. Per la qual cosa al primo
fallo n’arrosono uno maggiore, e presono riotta co’ cavalieri tedeschi
che v’erano con messer Currado Lupo e con gli altri conestabili
tedeschi che fedelmente servivano il loro signore, e per arroganza
li villaneggiavano; e fatto questo, corsono con furore alla camera
dove il re avea ordinato il fornimento della vittuaglia e dell’altre
cose per conservare l’oste, e rubaronla; e così in pochi dì ebbono a
tanto condotta l’oste, sconciando l’ordine che la mantenea, che per
necessità fu costretto il re di partirsi dall’assedio, come appresso
diviseremo: verificandosi quel detto del filosofo il quale disse: che
le sopragrandi cose reggere non si possono, e quelle che reggere non si
possono, lungamente durare non possono.