CAP. LXIV.

_Come il signore di Bologna scoperse un altro trattato contro a sè._

Messer Bernabò di Milano, avendo sopra all’altre cose cuore a’ fatti

di Bologna, come avea ordinato l’uno trattato contro al signore di

Bologna, e era scoperto, così avea ricominciato l’altro: apparve cosa

maravigliosa, che tutti si scoprivano per sè stessi per non pensati nè

provveduti modi. Avea in questi dì messer Giovanni da Oleggio fatto

podestà di san Giovanni in Percesena, e datali provvisione in altre

terre circustanti, un Milanese, in cui avea grande e antica confidanza.

Tanto seppe adoperare messer Bernabò, che corruppe questo podestà

milanese, e corruppe il suo cancelliere, il quale dovea fare lettere

da parte del signore per certo modo come volea il detto podestà; e già

ogni cosa era recata in opera per modo, ch’era mossa la cavalleria che

dovea entrare nelle castella sotto il titolo delle lettere del signore

di Bologna, e mandò messer Bernabò un suo fidato messaggere innanzi

al podestà di san Giovanni colle sue lettere. Avvenne che in quel dì,

alcune ore innanzi che ’l fante giugnesse al castello di san Giovanni,

il podestà era ito a Bologna; il fante li tenne dietro, e cominciò

infra sè a dubitare delle lettere che portava, perocchè sentiva della

cagione perch’egli andava; e giunto a Bologna, trovo che ’l podestà

era col signore, e allora li montò più il sospetto, immaginando

che ’l trattato fosse scoperto, e per campare sè, tanto fu forte la

sua immaginazione ch’e’ si mise ad andare al signore, e con grande

improntitudine fece d’avere udienza da lui, e allora li manifestò il

fatto; e per provare la verità li diè le lettere di messer Bernabò

ch’e’ portava al podestà, per le quali fu manifesto che san Giovanni,

e Nonantola e altre castella, in uno dì doveano essere date per lo

trattato del podestà alla gente di messer Bernabò, il quale era ancora

in casa del signore; messer Giovanni vedute quelle lettere e disaminato

il fante, fece ritenere il podestà e il cancelliere, è ritrovata

con loro la verità del fatto, e colpevoli, di presente provvide alla

guardia delle terre, e costoro con anche dieci di loro seguito fece

morire.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 157 / 289 题