_Come il re d’Ungheria si levò da oste da Trevigi._
Il re d’Ungheria vedendo l’oste sua sconcia per la sfrenata baldanza
della moltitudine de’ suoi Ungheri, e che i difetti della vittuaglia
erano senza rimedio, si pentè di non avere presa la concordia
che potuta avea prendere con suo onore co’ Veneziani; ed essendo
naturalmente di subito movimento, senza deliberare con altro consiglio,
improvviso a tutti, a dì 23 del mese d’agosto del detto anno si
partì dall’assedio di Trevigi, ov’era con più di trecento migliaia di
cavalieri, è passò la Piave raccolta tutta sua gente a salvamento;
perocchè quelli della città nè segno nè avviso n’ebbono ch’e’ si
dovesse partire, e alcuni dì stettono innanzi che pienamente si potesse
credere la loro partita. A Colligrano fu la loro raccolta, e in quella
terra lasciò duemila cavalieri ungari alla guardia della terra per
fare guerra a Trevigi, ed egli con tutto l’altro esercito si tornò in
Ungheria con poco onore della sua impresa a questa volta.