CAP. LXVI.

_Come il re d’Ungheria si levò da oste da Trevigi._

Il re d’Ungheria vedendo l’oste sua sconcia per la sfrenata baldanza

della moltitudine de’ suoi Ungheri, e che i difetti della vittuaglia

erano senza rimedio, si pentè di non avere presa la concordia

che potuta avea prendere con suo onore co’ Veneziani; ed essendo

naturalmente di subito movimento, senza deliberare con altro consiglio,

improvviso a tutti, a dì 23 del mese d’agosto del detto anno si

partì dall’assedio di Trevigi, ov’era con più di trecento migliaia di

cavalieri, è passò la Piave raccolta tutta sua gente a salvamento;

perocchè quelli della città nè segno nè avviso n’ebbono ch’e’ si

dovesse partire, e alcuni dì stettono innanzi che pienamente si potesse

credere la loro partita. A Colligrano fu la loro raccolta, e in quella

terra lasciò duemila cavalieri ungari alla guardia della terra per

fare guerra a Trevigi, ed egli con tutto l’altro esercito si tornò in

Ungheria con poco onore della sua impresa a questa volta.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 159 / 289 题