CAP. LXIII.

_Come i Veneziani cercarono accordo col re d’Ungheria._

Di questo mese d’agosto del detto anno, vedendo i Veneziani essere

recati a mal partito nella guerra col re d’Ungheria, signore di così

gran potenza, e pensando che per lo cominciamento della guerra i loro

cittadini erano per le spese loro premuti dal comune infino al sangue,

pensarono ch’altro scampo non era per loro se non di procacciare la sua

pace; e però elessono parecchi de’ maggiori e de’ più savi cittadini

di Vinegia, e mandaronli al re nel campo a Trevigi con pieno mandato,

informati dell’intenzione e volontà del loro comune, e giunti al re, da

lui furono ricevuti onorevolemente; ed essendo a parlamento con lui,

gli offersono da parte del comune di Vinegia, come quando potessono

avere da lui buona pace, che ’l comune lascerebbe la città di Giara,

con patto ch’ella dovesse rimanere nel primo stato in sua libertà,

e che renderebbono liberamente certe terre nomate della Schiavonia

a sua volontà, e certe altre voleano ritenere e riconoscere da lui,

con quello convenevole censo a dare ogn’anno al re ch’a lui piacesse,

e offerendoli di ristituire per tempo ordinato quella quantità di

pecunia per suoi interessi e spese che fosse convenevole, e di che egli

giustamente si potesse contentare. Al re parve strano ch’e’ volessono

trarre Giara del suo reame e metterla in libertà, e che per patto li

convenisse lasciare le sue terre al comune di Vinegia a censo; e questo

riputava in vergogna della sua corona, e però non volle consentire

a questa pace, nè a questo accordo, se liberamente non gli fossono

restituite le terre del suo reame. Molti di questo biasimarono il re,

parendo ch’egli dovesse avere preso questo accordo con suo vantaggio,

per quello ch’appresso ne seguitò di suo poco onore, ma chi riguarderà

al fine e alla potenza reale non li darà biasimo della sua alta

risposta.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 156 / 289 题