CAP. LXII.

_Come messer Bruzzi cercò di tradire il signore di Bologna._

Messer Bruzzi, figliuolo non legittimo che fu di messer Luchino signore

di Milano, essendo per sospetto de’ signori di Milano cacciato di

quella, e per sue cattive operazioni stato in ribellione più tempo,

vedendosi messer Giovanni da Oleggio molto solo di confidenti nella sua

signoria, e conoscendo messer Bruzzi pro’ e ardito, e bene avvisato in

guerra e di gran consiglio, il recò a sè, parendogli potersi confidare

di lui, e assegnogli larga provvisione, e facevagli onore, e tutte le

maggiori cose di fatti d’arme li commettea; e oltre a ciò in camera

l’avea a’ suoi segreti consigli, e mostravagli tanto amore, ch’e’

Bolognesi temevano, che se messer Giovanni morisse costui non rimanesse

signore; ma l’animo tirannesco affrettando l’ambizione della signoria

li gravava d’attendere, e però cercava di fornirlo più tosto, e trattò

di torre la signoria a messer Giovanni, ma non seppe fare il trattato

sì coperto che a messer Giovanni, ch’era maestro di buona guardia e di

savia investigagione, non li venisse palese. E tornando messer Bruzzi

di fuori con molta gente d’arme in Bologna con grande pompa, messer

Giovanni mandò per lui, e avendolo in camera, li rammentò l’onore

e ’l beneficio che gli avea cominciato a fare, e l’animo ch’avea di

farlo grande; e appresso li mostrò il trattato ch’e’ tenea per torli

la signoria di Bologna sì aperto, ch’e’ non glie lo potè negare: ma

per amore della casa de’ Visconti, dond’era nato, gli disse, che li

perdonava la morte; ma per vendetta dello sconoscimento dell’onore che

gli avea fatto trovandolo traditore il fece spogliare in giubbetto, e

cacciare a piè fuori di suo distretto incontanente, e diede congio a

tutta sua famiglia, e ritenne l’arme gli arnesi e i cavalli.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 155 / 289 题