_Come messer Bruzzi cercò di tradire il signore di Bologna._
Messer Bruzzi, figliuolo non legittimo che fu di messer Luchino signore
di Milano, essendo per sospetto de’ signori di Milano cacciato di
quella, e per sue cattive operazioni stato in ribellione più tempo,
vedendosi messer Giovanni da Oleggio molto solo di confidenti nella sua
signoria, e conoscendo messer Bruzzi pro’ e ardito, e bene avvisato in
guerra e di gran consiglio, il recò a sè, parendogli potersi confidare
di lui, e assegnogli larga provvisione, e facevagli onore, e tutte le
maggiori cose di fatti d’arme li commettea; e oltre a ciò in camera
l’avea a’ suoi segreti consigli, e mostravagli tanto amore, ch’e’
Bolognesi temevano, che se messer Giovanni morisse costui non rimanesse
signore; ma l’animo tirannesco affrettando l’ambizione della signoria
li gravava d’attendere, e però cercava di fornirlo più tosto, e trattò
di torre la signoria a messer Giovanni, ma non seppe fare il trattato
sì coperto che a messer Giovanni, ch’era maestro di buona guardia e di
savia investigagione, non li venisse palese. E tornando messer Bruzzi
di fuori con molta gente d’arme in Bologna con grande pompa, messer
Giovanni mandò per lui, e avendolo in camera, li rammentò l’onore
e ’l beneficio che gli avea cominciato a fare, e l’animo ch’avea di
farlo grande; e appresso li mostrò il trattato ch’e’ tenea per torli
la signoria di Bologna sì aperto, ch’e’ non glie lo potè negare: ma
per amore della casa de’ Visconti, dond’era nato, gli disse, che li
perdonava la morte; ma per vendetta dello sconoscimento dell’onore che
gli avea fatto trovandolo traditore il fece spogliare in giubbetto, e
cacciare a piè fuori di suo distretto incontanente, e diede congio a
tutta sua famiglia, e ritenne l’arme gli arnesi e i cavalli.