_Come la gran compagnia passò nella Marca._
All’uscita del mese di luglio del detto anno, il conte di Lando colla
sua compagnia uscì del Regno per la via della marina di san Fabiano.
La forza del legato ch’era in sul Tronto non si potè tanto stendere
che la compagnia inverso la marina non valicasse il fiume, e valicati
senza contasto, si dirizzarono verso Fermo, e tra la città d’Ascoli e
di Fermo posono loro campo; nel quale si trovarono duemilacinquecento
barbute ben montati e bene in arme, e gran quantità di cavallari e di
saccomanni in ronzini e in somieri, e mille masnadieri, e barattieri,
e femmine di mondo, e bordaglia da carogna bene più di seimila.
Essendosi accampati, sentirono come il legato era forte di gente d’arme
e apparecchiato a tenerli stretti dalle gualdane, e però cercarono
accordo con lui, e vennero a’ patti, che promisono in dodici dì essere
fuori della Marca d’Ancona, senza fare prede o danno al paese, e che
prenderebbono derrata per danaio, e’ paesani doveano apparecchiare la
vittuaglia al loro trapasso. Seguirono i patti, ma non del termine, e
dovunque tenevano campo non poteano fare senza grave danno de’ paesani;
e a dì 10 del mese d’agosto furono passati in Romagna.