CAP. LI.

_De’ parlamenti che per questo si feciono in Lombardia._

Nell’avvenimento della gente del re d’Ungheria a Trevigi, da capo

presono sospetto tutti i signori lombardi, e quelli di Milano andarono

in persona a messer Cane Grande, e con lui s’accozzarono al lago di

Garda a un suo castello, e ivi fermarono tra loro lega e compagnia.

E alla città di Bologna si ragunarono tutti gli altri collegati

contro al signore di Milano, e da capo rifermarono loro lega, e di

comune concordia catuna gente per sè mandò da capo ambasciadori al re

d’Ungheria, a volere sapere se egli intendea con tanto grande esercito

quant’egli avea seco fare altra novità in Italia che contro alla città

di Trevigi; e saputo da lui che non venia per altro che per procacciare

le sue terre dal comune di Vinegia, rimasono per contenti. E Ilbano

di Bossina e messer Currado Lupo andarono al signore di Padova che

vicinava col Trivigiano, e da parte del loro signore gli offersono

amistà e buona pace e sicurtà del suo paese, pregandolo ch’allargasse

la sua mano di dare all’oste del re vittuaglia per li loro danari, la

qual cosa fu promessa con certo ordine a’ detti baroni. E tutte queste

cose furono mosse e fatte in pochi dì, all’entrare del mese di luglio

del detto anno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 144 / 289 题