_De’ parlamenti che per questo si feciono in Lombardia._
Nell’avvenimento della gente del re d’Ungheria a Trevigi, da capo
presono sospetto tutti i signori lombardi, e quelli di Milano andarono
in persona a messer Cane Grande, e con lui s’accozzarono al lago di
Garda a un suo castello, e ivi fermarono tra loro lega e compagnia.
E alla città di Bologna si ragunarono tutti gli altri collegati
contro al signore di Milano, e da capo rifermarono loro lega, e di
comune concordia catuna gente per sè mandò da capo ambasciadori al re
d’Ungheria, a volere sapere se egli intendea con tanto grande esercito
quant’egli avea seco fare altra novità in Italia che contro alla città
di Trevigi; e saputo da lui che non venia per altro che per procacciare
le sue terre dal comune di Vinegia, rimasono per contenti. E Ilbano
di Bossina e messer Currado Lupo andarono al signore di Padova che
vicinava col Trivigiano, e da parte del loro signore gli offersono
amistà e buona pace e sicurtà del suo paese, pregandolo ch’allargasse
la sua mano di dare all’oste del re vittuaglia per li loro danari, la
qual cosa fu promessa con certo ordine a’ detti baroni. E tutte queste
cose furono mosse e fatte in pochi dì, all’entrare del mese di luglio
del detto anno.