_Come l’oste del re d’Ungheria cominciò a venire a Trevigi._
Avendo contato poco addietro il movimento del re d’Ungheria, seguita,
che a dì 28 del mese di giugno del detto anno, messer Currado Lupo,
il conte d’Aquilizia, Ilbano di Bossina con quattromila cavalieri
tedeschi, friolani e ungari vennono sopra la città di Trevigi, la quale
era a quel tempo sotto la guardia e libera signoria de’ Veneziani; i
quali avendo poco dinanzi avuta per li loro ambasciadori tornati dal
detto re risposta della sua intenzione, aveano presa temenza ch’e’ non
venisse sopra loro a Trevigi, e però in fretta intesono a fornire la
città di gente d’arme a cavallo e a piè per la difesa, e d’altre cose
necessarie, ma tanto giunsono tosto i nemici, che a compimento non lo
poterono fare; nondimeno per levare il ridotto a’ loro avversari arsono
le villate d’intorno, e i borghi del castello di Mestri. Giunto messer
Currado Lupo incontenente colle sue masnade tedesche corse il paese, e
cavalcò infino a Marghera presso di Vinegia a tre miglia di mare in sul
canale ch’andava a Trevigi, nel quale trovarono più barche cariche di
vittuaglia e d’arme ch’andavano a Trevigi, le quali prese, e gli uomini
fece impiccare, e la roba conducere al campo. Costoro cominciarono a
porre l’assedio alla città, e il re era rimaso addietro a Sigille con
più di quaranta migliaia d’Ungari a cavallo, per venire appresso al
detto assedio.