_Come i Fiorentini deliberarono partirsi da Pisa e ire a Talamone._
Vedendo i Fiorentini la pertinacia de’ Pisani in non volersi rimuovere
dall’impresa, conoscendo manifestamente che venivano contro a’ patti
della pace con due maliziosi rispetti; il primo, che non sapeano
vedere, e non poteano pensare, che per quella lieve gravezza i
Fiorentini si dovessono sconciare della comodità ch’aveano del loro
porto per le proprie mercatanzie, e per quelle degli altri mercatanti
strani da cui aveano a comperare, trovandole in Pisa a una giornata
presso alla loro città, e trovando in Pisa da’ Pisani la civanza delle
scritte e della loro credenza; e perocchè partendosi di là la spesa
e lo sconcio era sformato, non voleano pensare ch’e’ Fiorentini non
s’acconciassono a consentire questo cominciamento: e quando ciò fosse
recato in pratica e in usanza, aveano intenzione di venire crescendo
il dazio a utilità del loro comune, e a servaggio di quello di
Firenze. L’altro peggiore pensiere si era, se per questo i Fiorentini
si movessono a guerra, lo stato di coloro che nuovamente reggeano,
il quale era debole per i molti buoni cittadini cui eglino aveano
abbattuti dello stato, si fortificherebbe per la guerra de’ Fiorentini,
e sarebbono seguitati e più ubbiditi dal loro popolo. I Fiorentini
conoscendo la loro malizia, non vollono però rompere la pace, ma
tennero più consigli, e trovarono i loro cittadini tutti acconci di
portare ogni gravezza, e ogni spesa e interesso che incorrere potesse
all’arti e alla mercatanzia, innanzi che volessono comportare un danaio
di dazio o di gabella da’ Pisani contro alla loro franchigia. E però
di presente ordinarono per riformagione penale, che catuno cittadino,
o contadino, o distrettuale di Firenze, infra certo tempo giusto dato
loro, catuno si venisse spacciando e ritraendo per modo, ch’al termine
dato catuno si potesse partire da Pisa senza suo danno: e sopra ciò
e sopra trovare modo d’avere porto altrove fu fatto un uficio di
dieci buoni cittadini, due grandi e otto popolani con grande balìa, e
chiamaronsi i dieci del mare; della quale provvisione seguirono gran
cose, come innanzi al suo tempo diviseremo.