CAP. XLVIII.

_Come i Fiorentini deliberarono partirsi da Pisa e ire a Talamone._

Vedendo i Fiorentini la pertinacia de’ Pisani in non volersi rimuovere

dall’impresa, conoscendo manifestamente che venivano contro a’ patti

della pace con due maliziosi rispetti; il primo, che non sapeano

vedere, e non poteano pensare, che per quella lieve gravezza i

Fiorentini si dovessono sconciare della comodità ch’aveano del loro

porto per le proprie mercatanzie, e per quelle degli altri mercatanti

strani da cui aveano a comperare, trovandole in Pisa a una giornata

presso alla loro città, e trovando in Pisa da’ Pisani la civanza delle

scritte e della loro credenza; e perocchè partendosi di là la spesa

e lo sconcio era sformato, non voleano pensare ch’e’ Fiorentini non

s’acconciassono a consentire questo cominciamento: e quando ciò fosse

recato in pratica e in usanza, aveano intenzione di venire crescendo

il dazio a utilità del loro comune, e a servaggio di quello di

Firenze. L’altro peggiore pensiere si era, se per questo i Fiorentini

si movessono a guerra, lo stato di coloro che nuovamente reggeano,

il quale era debole per i molti buoni cittadini cui eglino aveano

abbattuti dello stato, si fortificherebbe per la guerra de’ Fiorentini,

e sarebbono seguitati e più ubbiditi dal loro popolo. I Fiorentini

conoscendo la loro malizia, non vollono però rompere la pace, ma

tennero più consigli, e trovarono i loro cittadini tutti acconci di

portare ogni gravezza, e ogni spesa e interesso che incorrere potesse

all’arti e alla mercatanzia, innanzi che volessono comportare un danaio

di dazio o di gabella da’ Pisani contro alla loro franchigia. E però

di presente ordinarono per riformagione penale, che catuno cittadino,

o contadino, o distrettuale di Firenze, infra certo tempo giusto dato

loro, catuno si venisse spacciando e ritraendo per modo, ch’al termine

dato catuno si potesse partire da Pisa senza suo danno: e sopra ciò

e sopra trovare modo d’avere porto altrove fu fatto un uficio di

dieci buoni cittadini, due grandi e otto popolani con grande balìa, e

chiamaronsi i dieci del mare; della quale provvisione seguirono gran

cose, come innanzi al suo tempo diviseremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 141 / 289 题