CAP. XLV.

_Come la città d’Ascoli s’arrendè al legato._

Il valente cardinale legato del papa, avendo duemila barbute a soldo

della Chiesa, oltre ai molti crociati ch’avea in Romagna, avendo inteso

come la compagnia ch’usciva del Regno volea passare d’Abruzzi nella

Marca d’Ancona inverso la città d’Ascoli, s’ingrossò di gente d’arme

a piè e a cavallo in quelle contrade. Gli Ascolani temendosi della

compagnia, perchè non erano ancora in accordo col legato, si disposono

di rendersi a fare la volontà del legato. Il cardinale fu loro benigno

e mansueto, facendo assai di quello ch’e’ voleano, e del mese di giugno

del detto anno ricevettono la signoria del legato, e la sua cavalleria

nella città a ubbidienza di santa Chiesa. E in questi medesimi giorni

prese il legato accordo col signore di Fabriano, ch’era stato ribello

a santa Chiesa per animo tirannesco e ghibellino; e col vescovo di

Fuligno, che tenea la terra per lo detto modo, ogni cosa dissimulava

con molta provvisione, secondo che ’l tempo glie la richiedea.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 138 / 289 题