CAP. XL.

_Come i Sanesi per paura ricorsono a’ Fiorentini._

Avvedutosi alquanto il comune di Siena, che l’essere strano dal comune

di Firenze gli potea tornare a pericoloso danno, e massimamente

sentendosi male forniti, e che la compagnia del Regno era già in

Abruzzi per valicare nella Marca e appresso in Toscana, elesse de’

suoi maggiori cittadini grandi e popolani, e accompagnati da molta

famiglia pomposamente alla loro maniera, a dì 16 di giugno del detto

anno vennero a Firenze. E fatti adunare i collegi e gli altri buoni

cittadini di Firenze, con parole di grande reverenza cominciarono

loro sermone, chiamando padri del loro comune il popolo e ’l comune di

Firenze, e come figliuoli al padre a loro si raccomandavano, offerendo

il loro comune apparecchiato di non partirsi dal reverente consiglio

e ubbidienza del comune di Firenze, dicendo, ch’erano apparecchiati

ad entrare nella lega e compagnia già provveduta e ordinata per lo

comune di Firenze, e di pigliare la loro taglia, e di fare quanto

il detto comune volesse comandare in questo e nell’altre cose. I

governatori della nostra città, non guardando alli sconvenevoli falli

per addietro commessi pe’ Sanesi contro al nostro Comune, li riceverono

graziosamente in compagnia e in lega, e promisono, dov’eglino volessono

essere uniti e in fede al nostro comune, d’aiutarli e difenderli come

cari e diletti fratelli amichevolemente.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 133 / 289 题