_Il movimento del re d’Ungheria per assediare Trevigi._
Sopravvenendo nuova guerra a raccontare alla nostra materia, così
cominciamo. Avendo Lodovico re d’Ungheria per lungo tempo molte volte
richiesto a’ Veneziani la città di Giara e l’altre terre, che del suo
regno teneano occupate in Schiavonia, e non trovando modo con loro di
riaverle con pace, di questo mese di maggio del detto anno, si mosse
dalla città di Buda in persona con trenta compagni, e misesi a cammino
dirizzandosi in Schiavonia alla città di Sagabria, ch’è in Dalmazia,
e innanzi che quivi fosse giunto, si trovò con cinquecento cavalieri.
E giunto in Sagabria, in pochi dì vi vennono tutti i baroni del reame
e del suo distretto, e catuno colla gente d’arme del debito servigio,
la quale era tanta che non la comportava il paese; per la qual cosa
fu costretto il re di parlare a uno a uno, e dir loro la gente ch’e’
volea in quel servigio, e tutti gli altri fece rimandare addietro in
Ungheria. A Sagabria vennono a lui ambasciadori del comune di Vinegia
i quali addomandavano la sua pace, offerendoli danari quanti più
potessono, per rimanere in concordia con lui. Il re rispose che non
cercava i loro danari, perocchè n’avea assai, ma s’eglino avevano in
mandato dal loro comune di renderli le sue terre, per questo poteano
avere la sua concordia e la sua pace. Gli ambasciadori risposono,
che ciò non aveano in commissione. Il re disse, che per altro non si
travagliassono: onde gli ambasciadori si tornarono addietro al loro
comune. Il re stando in Sagabria ordinò di fare la sua guerra, come
appresso la diviseremo. La boce che usciva si spandea per diversi
luoghi; i più credeano che a Giara si facesse la gran punga, come altra
volta era fatta, altri nell’Istria, altri a Trevigi, e ’l certo non si
potea sapere; e per questo i Veneziani aveano più a pensare, e maggiore
spesa a provvedere alle loro terre in diverse parti: e incontanente,
non curando la spesa, dando grandi e disordinati soldi, fornirono
Giara, e l’altre terre di Schiavonia e dell’Istria, e provvidono e
fornirono la città di Trevigi di gente d’arme a cavallo e a piè con
grande spesa.