CAP. XXXII.

_Come gl’Inghilesi furarono un forte castello._

Essendo un forte castello nel mezzo della contea della Marcia

chiamato...., ove si facea grandi mercati certi dì per li circostanti

paesani, gl’Inghilesi feciono prendere a più loro cavalieri abito di

mercatanti, i quali sapeano la lingua francesca, e mostrando d’andare

a fare loro investite al mercato, a due a due giugnendo al castello

prendevano albergo; ed essendovene entrati una buona compagnia, facendo

vista d’attendere il mercato per lo seguente dì, faceano grandi e

larghe spese e cortesie, e diportandosi per lo castello verso la

rocca, il castellano che non si prendea guardia de’ mercatanti fu da

loro morto. E morto il castellano, entrarono nella fortezza, e quella

tennono tanto, che gl’Inghilesi che stavano però attenti n’ebbono

la novella, e cavalcaronvi di subito quattrocento cavalieri e altri

arceri; e giugnendo alla terra, avendo l’entrata, senza uccisione vi

s’entrarono e afforzaronvisi dentro, e feciono in quello loro ridotto,

guerreggiando tutto il paese d’intorno, con fare danno grave a’

paesani. E questo avvenne del mese di giugno predetto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 125 / 289 题