_Come i Visconti feciono tre bastite a Pavia._
Del mese di maggio 1356, i signori di Milano volendo vincere per
assedio la città di Pavia, feciono edificare attorno alla terra tre
grandi bastite, le quali feciono armate di bertesche e di steccati, e
molto afforzare con buoni e larghi fossi, e l’una strinsono alla città
di là dal Tesino, e l’altra di verso Milano, il Tesino in mezzo; e
in sul fiume feciono un largo ponte di legname per lo quale l’un’oste
potea soccorrere all’altra, e l’altra bastita posono dall’altra parte
della terra. E per non tenervi tanta gente impedita a tenervi campo
aperto, misono in queste bastite cavalieri e pedoni assai, i quali
faceano aspra guerra, e teneano la città sì stretta, che vittuaglia
niuna o gente non grossa vi poteva entrare, e grande speranza aveano
di vincere la città, se fortuna l’avesse conceduto alla loro volontà:
ma non sempre agli appetiti de’ potenti tiranni acconsente la divina
disposizione, come leggendo innanzi si potrà trovare.