_Come il re di Francia fece decapitare il sire di Ricorti e altri
quattro cavalieri normandi._
Avendo preso il re di Navarra, di presente il mandò a incarcerare a un
forte castello che si chiama Castel Gagliardo: e in quello stante il
re di Francia fece mettere in su una carretta il sire di Ricorti e i
quattro cavalieri normandi per farli decapitare, innanzi che volesse
desinare. E quelli della città per la subita tempesta del re vedendo
tanta novità, e non sapendo che vi fosse la persona del re di Francia,
traevano in piazza per aiutare i baroni presi. Il re conoscendo il
pericolo del popolo commosso, si trasse la barbuta di testa e fecesi
conoscere; e sparta la voce che ivi era la persona del re loro signore
catuno stette cheto. Allora il re, per mostrare al popolo e agli altri
maggiori che v’erano che ’l suo furioso movimento a tanto fatto non era
senza gran cagione, si trasse dal lato un brieve con molti suggelli,
nel quale si contenea, come il re di Navarra col sire di Ricorti, e con
quattro cavalieri normandi, e con altri che in quello si nominavano,
aveano trattato col re d’Inghilterra d’uccidere il re di Francia e ’l
Delfino suo figliuolo, e di fare re di Francia il detto re di Navarra,
il quale fatto re, dovea rendere la Guascogna e la Normandia al re
d’Inghilterra. E questo brieve, vero o simulato che fosse, continovo
fino alla morte fu negato per lo sire di Ricorti e per i quattro
cavalieri normandi; nondimeno nella presenza del re tranati in sulla
piazza furono decapitati, e i corpi loro legati con catene, senza
concedere loro sepoltura, furono appesi. Altri dissono, che doveano
dare prigione il Delfino al re d’Inghilterra, ma poca fede si diede
all’una cagione e all’altra, ma più che ciò fosse fatto per vendetta
della morte del conestabile. E appresso fu mandato il re di Navarra
prigione in Castelletto, parendo a molti, che egli, egli altri ch’erano
stati decapitati fossono senza colpa di quella infamia.