_D’un grosso badalucco fu a Pavia._
Essendo l’oste de’ signori di Milano sopra la città di Pavia, del
mese di maggio del detto anno, uscirono cavalieri della terra, e
cominciarono giostre e badalucchi con quelli del campo; e venendo
a poco a poco crescendo l’assalto e la gente da catuna parte, vi
s’allignò un’aspra battaglia di più di mille cavalieri di catuna
gente, tutti i più pro’ e i più arditi, che di grande volontà per
fare d’arme si metteano in quello stormo. Infine per lo superchio de’
cavalieri che messer Galeazzo sollecitava di mandarvi, quelli di Pavia
non poterono sostenere, e per forza convenne che dessono le reni, e
fuggendo, alquanti ne furono presi; gli altri per campare si tornarono
nel borgo della città, ed essendo fortemente incalciati da’ nemici
che li seguivano, con loro insieme si misono follemente nel borgo, ove
racchiusi, si trovarono prigioni per troppa sicura gagliardia, e ben
quattrocento se ne rassegnarono a bottino, per li quali quelli di Pavia
riebbono tutti i loro prigioni; e guadagnati i cavalli e l’arme, tutti
gli lasciarono andare alla fede, secondo l’usanza de’ Tedeschi.