CAP. XXIII.

_Come i Visconti assediarono Pavia._

Avendo nel principio di questo sesto libro narrato il sospetto preso,

e la discordia tra’ signori di Milano e il marchese di Monferrato,

e quelli da Beccheria di Pavia, e accresciuta la mala voglia per le

rubellioni fatte in Piemonte, messer Bernabò e messer Galeazzo Visconti

volendosi vendicare sopra i loro parenti e prossimani vicini, con

grande moltitudine di cavalieri e di popolo, del mese di maggio del

detto anno, valicarono il Tesino e strinsonsi alla città di Pavia, e

vi poson l’assedio d’ogni parte, con intendimento di non levare l’oste

se prima non avessono la città al loro comandamento, e così si credette

per tutta Italia, perocchè la città è presso a Milano a venti miglia di

piano, e la potenza de’ tiranni era sopra modo grande a quella impresa.

Ma perocchè non procede dalla volontà umana la potenza divina, le cose

succedono spesso ad altro fine che gli uomini non divisano, e così

avvenne di quest’assedio, come seguendo nostro trattato dimostreremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 116 / 289 题