CAP. XXII.

_Come il conticino da Ghiaggiuolo racquistò Ghiaggiuolo._

Di questo mese di maggio 1356, il conticino da Ghiaggiuolo con alcuna

gente del legato cavalcò nelle terre che il capitano di Forlì gli avea

tolte; e stando nella contrada molto baldanzoso, fece correre boce

che Forlì s’era renduto al legato, e che il capitano era preso. E per

mostrare la cosa ben certa, si fece venire un frate con lettere che

contavano le novelle molto verisimili, e recò l’ulivo palese, e fu

ricevuto con grande festa. E incontanente si strinse a Ghiaggiuolo,

e fece vedere le lettere al castellano, e poi gli disse, che se

incontanente non li rendesse il castello, che lui e’ compagni farebbe

morire senza niuna misericordia. La cosa avea sembianza di verità, e

il castellano era di poco intendimento, e pauroso e vile, e però gli

rendè il castello, ch’era forte e bene fornito, e andossene colla sua

compagnia a salvamento con vergogna, e non senza infamia di tradimento.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 115 / 289 题