CAP. XIX.

_Come i Pisani facevano simulata guerra._

La materia ch’ora seguita non era degna di memoria per lo fatto,

ch’assai fu lieve, ma il modo, c’ha poi generate più gravi cose, ci

scusa. I Pisani, innanzi a questo tempo di più anni, per loro maliziosa

industria, avendo buona e leale pace co’ Fiorentini, contro a’ patti

di quella aveano fatto fare il castello di Sovrana, il quale il comune

di Firenze tenea per li patti della pace, e fecionlo torre a certi

ghibellini usciti di quel paese, e il comune di Pisa sotto nome di

costoro si tenea la terra, e mantenievi soldati che tribolavano tutto

il paese e le terre d’intorno del comune di Firenze; essendo i Pisani,

oltre alla pace, in singulare compagnia e lega col nostro comune,

faceano queste coperte con grande ambizione. I Fiorentini lungamente

dissimularono mostrando di non se n’avvedere, ma moltiplicandosi il

male, e scoprendosi ogni dì più l’uno che l’altro, il nostro comune

prese di gastigarli in quella contrada con quella malizia ch’eglino

avevano insegnata. E del mese di febbraio del detto anno ordinarono

co’ Pistoiesi che si lasciarono torre Calumao, una fortezza sopra

Sovrana, a certi caporali di buoni masnadieri, i quali con aspra e

continova guerra in breve tempo uccisono tutti i caporali di Sovrana,

e presono masnade ch’e’ Pisani mandavano per guastare la Sambuca, e

feciono grande guerra nel paese. E per questo tutti i ghibellini di

Valdinievole erano mal condotti, ch’avendo pace vivevano in continua

guerra per la cominciata malizia pisanesca. Ma aggiugnendo malizia a

malizia, per vendicare loro onta sbandirono loro soldati, e mandarono

trecento barbute e gran popolo agli usciti ghibellini di Valdinievole,

i quali cavalcarono infino alla Pieve a Nievole, e arsono intorno a

quella, e feciono quel danno che poterono; e appresso si dirizzarono

a Castelvecchio, e ordinatamente il combatterono, ma nol vinsono. Il

comune di Firenze sentendo questo fece cavalcare i suoi cavalieri in

Valdinievole, e raunati i paesani, cercavano d’abboccarsi co’ nemici,

ma eglino non attesono; e non potendo tornare per la via ond’erano

andati, per altra via più aspra, ma a loro più sicura, in fretta si

ritornarono a Pisa, e furono ribanditi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 112 / 289 题