CAP. XVIII.

_Di grandi gravezze fatte dal re di Francia nel suo reame._

In questo verno, vedendosi il re di Francia la guerra degl’Inghilesi

addosso, e spogliare da’ forestieri il reame, come già abbiamo narrato,

pensando avere a moltiplicare la spesa, oltre alle colte de’ feudi

delle città del reame e de’ baroni, e oltre alle gravezze dell’usate

reve, e del gran danno fatto a’ sudditi del reame di cambiare le

buone monete d’oro e d’argento in ree contro all’usanza di quel

regno, ordinò, e pose per modo di gabelle, ch’ogni mercatanzia che si

comperasse o vendesse nel reame dovesse pagare agli uficiali ordinati

sopra ciò danari otto per catuna lira. La qual cosa gravò tanto i

mercatanti, che abbandonarono in gran parte il reame e il trafficare in

quello, e quasi tutto il peso rimase a’ baroni e a’ paesani, della qual

gravezza forte si conturbarono inverso il loro signore, e desideravano

il suo male; e alquante città per questa cagione si recarono a reggere

per loro, e non voleano ricevere gli esecutori e gli uficiali del re di

Francia, come per innanzi leggendo si potrà trovare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 111 / 289 题