_Di grandi gravezze fatte dal re di Francia nel suo reame._
In questo verno, vedendosi il re di Francia la guerra degl’Inghilesi
addosso, e spogliare da’ forestieri il reame, come già abbiamo narrato,
pensando avere a moltiplicare la spesa, oltre alle colte de’ feudi
delle città del reame e de’ baroni, e oltre alle gravezze dell’usate
reve, e del gran danno fatto a’ sudditi del reame di cambiare le
buone monete d’oro e d’argento in ree contro all’usanza di quel
regno, ordinò, e pose per modo di gabelle, ch’ogni mercatanzia che si
comperasse o vendesse nel reame dovesse pagare agli uficiali ordinati
sopra ciò danari otto per catuna lira. La qual cosa gravò tanto i
mercatanti, che abbandonarono in gran parte il reame e il trafficare in
quello, e quasi tutto il peso rimase a’ baroni e a’ paesani, della qual
gravezza forte si conturbarono inverso il loro signore, e desideravano
il suo male; e alquante città per questa cagione si recarono a reggere
per loro, e non voleano ricevere gli esecutori e gli uficiali del re di
Francia, come per innanzi leggendo si potrà trovare.