_Come gli Aretini riposono certe fortezze._
Gli Aretini sentendo morto messer Piero Sacconi de’ Tarlati loro
nemico, il quale lungo tempo gli avea tenuti in guerra e in gran paura,
contro al quale non s’ardivano a muovere vivendo, incontanente dopo
la sua morte, del detto mese di febbraio del detto anno, uscirono a
oste, e riposono una tenuta contro al castello di Gaerina, e un’altra
contro a Bibbiena, e una sopra Pietramala, e tanto stettono a campo,
che tutte e tre furono fortificate e fornite, acciocchè i Tarlati
non potessono correre sopra loro a loro volontà, com’erano usati di
fare. E per la baldanza presa per la morte d’un decrepito vecchio,
non avendo avuto ardire di farlo a sua vita, ordinarono tra nella
città e nel contado tremila uomini a corazze, e trecento balestrieri
e centocinquanta barbute, per potere mantenere il loro contado più
sicuro, e guerreggiare i nemici. Abbianne fatta memoria per una cosa
assai nuova, considerando che un uomo vecchio tenesse in freno e in
paura così antica e gran città, che non pensavano in fatti di guerra
potere resistere alla sua persona.