CAP. XVI.

_Come gli Aretini riposono certe fortezze._

Gli Aretini sentendo morto messer Piero Sacconi de’ Tarlati loro

nemico, il quale lungo tempo gli avea tenuti in guerra e in gran paura,

contro al quale non s’ardivano a muovere vivendo, incontanente dopo

la sua morte, del detto mese di febbraio del detto anno, uscirono a

oste, e riposono una tenuta contro al castello di Gaerina, e un’altra

contro a Bibbiena, e una sopra Pietramala, e tanto stettono a campo,

che tutte e tre furono fortificate e fornite, acciocchè i Tarlati

non potessono correre sopra loro a loro volontà, com’erano usati di

fare. E per la baldanza presa per la morte d’un decrepito vecchio,

non avendo avuto ardire di farlo a sua vita, ordinarono tra nella

città e nel contado tremila uomini a corazze, e trecento balestrieri

e centocinquanta barbute, per potere mantenere il loro contado più

sicuro, e guerreggiare i nemici. Abbianne fatta memoria per una cosa

assai nuova, considerando che un uomo vecchio tenesse in freno e in

paura così antica e gran città, che non pensavano in fatti di guerra

potere resistere alla sua persona.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 109 / 289 题