_Come si rubellarono terre di Piemonte._
Il marchese di Monferrato avendo ordinato co’ signori di Pavia che
si fortificassono di gente e di buona guardia, acciocchè i tiranni
vicini non li potessono improvviso sorprendere, tornato nelle sue
terre, procacciò aiuto di gente d’arme da certi baroni tedeschi di sua
amistà, e con suoi trattati (ch’era molto amato da quelli del Piemonte
e dalla sua gente) trovandosi forte di cavalieri e favoreggiato
dall’imperadore, del mese di dicembre, gli anni di Cristo 1355, fece
rubellare nel Piemonte a messer Galeazzo de’ Visconti di Milano Chieri
e Carasco; e poco appresso del mese di gennaio fece rubellare al detto
tiranno la ricca terra d’Asti, e appresso Albi, Valenza, e Tortona, e
più altre terre del Piemonte, e tutti i popoli di quelle d’un animo,
con ordine di mantenere la difesa, feciono loro capitano il detto
marchese. Messer Galeazzo vi mandò incontanente molta gente d’arme
a cavallo e a piè credendo ricoverare delle terre; il marchese era
provveduto di buona gente, e coll’aiuto de’ Piemontesi si fece loro
incontro alle frontiere, e in alcuni abboccamenti fece vergogna alla
gente di messer Galeazzo, e difese bene i Piemontesi. Allora quelli da
Beccheria, ch’erano confederati nella amistà e compagnia del marchese,
non si poterono più coprire, e però in aperto si fortificarono di
gente e d’altre cose, aspettando l’impeto dell’ira e della forza de’
tiranni contro a loro, non dimostrando però di volere essere i movitori
della guerra, ma apparecchiati alla difesa. Lasceremo alquanto questa
materia per raccontare al suo tempo con più chiarezza le cose che ne
seguitarono, e diremo degli altri fatti che prima occorrono alla nostra
materia.