CAP. III.

_Come si rubellarono terre di Piemonte._

Il marchese di Monferrato avendo ordinato co’ signori di Pavia che

si fortificassono di gente e di buona guardia, acciocchè i tiranni

vicini non li potessono improvviso sorprendere, tornato nelle sue

terre, procacciò aiuto di gente d’arme da certi baroni tedeschi di sua

amistà, e con suoi trattati (ch’era molto amato da quelli del Piemonte

e dalla sua gente) trovandosi forte di cavalieri e favoreggiato

dall’imperadore, del mese di dicembre, gli anni di Cristo 1355, fece

rubellare nel Piemonte a messer Galeazzo de’ Visconti di Milano Chieri

e Carasco; e poco appresso del mese di gennaio fece rubellare al detto

tiranno la ricca terra d’Asti, e appresso Albi, Valenza, e Tortona, e

più altre terre del Piemonte, e tutti i popoli di quelle d’un animo,

con ordine di mantenere la difesa, feciono loro capitano il detto

marchese. Messer Galeazzo vi mandò incontanente molta gente d’arme

a cavallo e a piè credendo ricoverare delle terre; il marchese era

provveduto di buona gente, e coll’aiuto de’ Piemontesi si fece loro

incontro alle frontiere, e in alcuni abboccamenti fece vergogna alla

gente di messer Galeazzo, e difese bene i Piemontesi. Allora quelli da

Beccheria, ch’erano confederati nella amistà e compagnia del marchese,

non si poterono più coprire, e però in aperto si fortificarono di

gente e d’altre cose, aspettando l’impeto dell’ira e della forza de’

tiranni contro a loro, non dimostrando però di volere essere i movitori

della guerra, ma apparecchiati alla difesa. Lasceremo alquanto questa

materia per raccontare al suo tempo con più chiarezza le cose che ne

seguitarono, e diremo degli altri fatti che prima occorrono alla nostra

materia.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 96 / 289 题