CAP. LXXVI.

_Come il re Luigi s’accordò colla compagnia del conte di Lando._

Mandaci il tempo materia di ritornare in Italia. Di questo mese di

settembre del detto anno, essendo la compagnia ritornata presso a

Napoli in Terra di Lavoro, e il re per arroto al danno per la gente

condotta nel Regno alle sue spese, volendo atare i Napoletani che non

perdessono le loro vendemmie, e non avendo il podere altro che con

danari, rifece la nuova concordia, e promise loro centocinque migliaia

di fiorini d’oro; le trentacinque migliaia contanti, e le settanta

in due paghe a venire: e mentre che le penassono ad avere si doveano

stare in Puglia. E per fornire la prima paga, il re Luigi gravò di

fatto i Napoletani, e certi baroni, e forestieri, e mercatanti, e le

loro mercatanzie, e pagò la compagnia, e andossene in Puglia alla roba

d’ogni uomo, non senza grande rammarichio, contro alla corona degli

uomini di quel paese.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 80 / 289 题