_Come fu fatto il castello di Sancasciano._
Tornando alquanto nostra materia al fatto di Firenze, occorse in
questi dì, che tornando a memoria a’ collegi del nostro comune i
danni ricevuti a’ tempi delle persecuzioni fatte al nostro comune, e
i pericoli che occorsi erano alla città ponendosi i nemici a oste in
sul poggio del borgo di Sancasciano in Valdipesa, e questo conosciuto
per esperienza dell’imperadore Arrigo di Luzimborgo, e appresso di
Castruccio tiranno di Lucca, e novellamente della gran compagnia di
fra Moriale, che catuno nimicando il nostro comune tennono campo
in quel luogo con podere, per lo vantaggio del sito, di potere
vantaggiare assai e non potere essere danneggiati: acciocchè questo
non potesse più avvenire, deliberò il comune di farvi un forte e
nobile castello di mura, e incontanente del mese d’agosto del detto
anno 1355 si cominciarono a fare i fossi, e all’uscita di settembre
del detto anno si cominciarono a fondare le mura, e tutte s’allogarono
in somma a buoni maestri con discreti e avvisati provveditori, dando
d’ogni braccio quadro soldi sette di piccioli, di lire tre soldi
nove il fiorino dell’oro, dando il comune a’ maestri solo la calcina,
acciocch’e’ maestri avessono cagione di fare buone le mura. Le mura
furono larghe nel fondamento braccia quattro, e fondate braccia
uno sotto il piano del fosso, e sopra terra grosse braccia due,
ristrignendosi a modo di barbacane, e sopra terra alle braccia dodici,
con corridoi intorno i beccatelli, e armate di torri intorno intorno,
di lungi braccia cinquanta dall’una torre all’altra, alzate braccia
dodici sopra le mura e con due porte mastre, catuna con due torri
più alte che l’altre e bene ordinate alla guardia. E questo circuito
comprese il poggio e il borgo, e senza arresto fu compiuto e perfetto
il lavorio del mese di settembre seguente 1356. E veduto il conto del
detto edificio, costò al Comune di Firenze trentacinque migliaia di
fiorini d’oro.