_Come il re di Cicilia racquistò più terre._
In questo tempo, don Luigi di Cicilia coll’aiuto de’ Catalani
dell’isola e della loro setta, accolti insieme in arme a piè e a
cavallo si mossono da Catania con la persona del loro signore, e
cavalcando sopra le terre ch’ubbidiano l’altra setta di Chiaramonti e
il re di Puglia, e trovandole mal fornite alla difesa, s’arrenderono e
ubbidirono, vedendo la persona di don Luigi, senza farli resistenza.
E appresso preso più ardire, del mese di luglio con sei galee armate
e con l’altra gente per terra venne a Palermo, e posevisi intorno
credendolasi riavere, ma vedendo ch’e’ si difendeano colla gente
forestiera che v’era per lo re Luigi di Puglia, fece danno assai nelle
villate di fuori, e poi se ne ritornò a Catania.