CAP. LVI.

_Come la compagnia del conte di Lando cavalcò a Napoli._

Avvenne ancora del detto mese di giugno, che la compagnia ch’era

lungamente stata in Puglia guidata dal conte di Lando, sentendo che il

re Luigi contro a loro non avea fatta alcuna provvisione a sua difesa,

si partirono di Puglia, e vennonsene in Principato; e soggiornati

alquanti dì nelle contrade di Serni, e di Matalona, e d’Argenza,

feciono grandi prede; e non trovando fuori delle terre murate alcun

contrasto, di là entrarono in Terra di Lavoro, e vennono infino presso

a Napoli, e cavalcarono il paese d’intorno; e non sentendo chi vietasse

loro il paese, essendo ubbiditi da’ casali e da’ paesani di fuori, e

forniti di quello che alla loro vita e dei loro cavalli bisognava, per

potere stare più ad agio, si divisono in più compagnie, e l’una stando

nell’una contrada, e l’altra nell’altra, compresono a modo di paesani

tutto il paese; e lasciarono l’arme non sentendo alcuno avversario, e

cominciarono a prendere diletti d’uccellare e di cacciare; e i loro

cavalcatori e’ ragazzi visitavano le ville e’ casali, e recavano

all’ostiere ciò che bisognava largamente per la loro vita e di loro

cavalli, e quando i signori tornavano, trovavano apparecchiato, e

i cattivelli paesani, che non aveano aiuto dal loro signore, erano

consumati in vilissima fama della real corona.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 60 / 289 题