CAP. XLVII.

_Come i Genovesi appostarono Tripoli._

Avea il comune di Genova, innanzi la pace fatta co’ Veneziani, armate

quindici galee di loro cittadini, e fattone ammiraglio Filippo Doria,

ed era l’intenzione del comune di fare prendere la Loiera in Sardigna

per alcuno trattato, che si menava per un soldato ch’era alla guardia

di quella; e giunti in Sardigna, trovarono che il trattato non ebbe

effetto. Allora l’ammiraglio si pensò di fare maggiore impresa, e

avea l’animo a diverse terre per via di furto: e arrivati in Cicilia

a Trapani, ebbe avviso, come Tripoli di Barberia era per un vile

tirannello rubellato alla corona, ed era male guernito alla difesa

d’un subito assalto, e per questo fece in Trapani fare scale e

altri argomenti da potere combattere alle mura, tenendo segreta sua

intenzione; e quando si vide apparecchiato, fece muovere le sue galee

verso la Barberia. E giunto a Tripoli, mostrando d’andare pacificamente

per mercatanzie, trovando due navi del signore cariche di spezieria

che venivano d’Alessandria, si mostrarono come amici, e al signore

feciono domandare licenza di potere mettere scala in terra per alcuno

rinfrescamento, e il signore la concedette. L’ammiraglio mise in terra

alquanti de’ suoi più savi e provveduti vestiti vilmente a modo di

galeotti per comperare alcune cose per rinfrescamento, e commise loro

che provvedessono il modo della guardia di quelli Saracini e di loro

aspetto, e l’altezza delle mura della città, e da qual parte fosse

più debole. Il signore più per paura che per amore fece fare onore a’

galeotti, e nondimeno guardare la terra. Eglino mostrandosi rozzi e

grossi provvidono molto bene quello che fu loro imposto: e comperate

delle cose, si ritornarono a galea, e avvisarono pienamente il loro

ammiraglio. Il signore presentò alle galee due grossi buoi, e castroni

e vino; i Genovesi non vollono prendere le cose, ma molto grandi grazie

ne feciono rapportare al signore, e incontanente, senza fare a’ legni

carichi alcuna novità, suonarono loro trombetta, e partendosi di là,

si misono in alto mare, tanto che si dilungarono da ogni vista della

città, per assicurare più il signore e la gente della terra; i quali

sentendo le galee partite, e che a’ loro legni carichi non aveano fatto

nulla, che li poteano prendere, presono sicurtà, la quale tosto tornò

loro amara, come appresso diviseremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 51 / 289 题