_Come si fè l’accordo dal legato a messer Malatesta da Rimini._
Messer Malatesta da Rimini, il quale tenea occupata a santa Chiesa
Ancona con gran parte della Marca e alquante terre in Romagna,
trovandosi assottigliato del danaro e della rendita per la tempesta
della compagnia e per la sconfitta ricevuta dalla Chiesa, e preso il
fratello, e i sudditi tanto gravati che più non poteano sostenere,
e avendo addosso il legato a cui al continovo accresceva forza, e da
niuno signore o comune di Toscana contro alla Chiesa non potea avere
aiuto, e col legato non trovava accordo con patti, avendone lungamente
fatto cercare, conoscendo egli e’ suoi essere naturali guelfi,
che la pace piuttosto che la guerra potea mantenere il loro stato,
confortato da’ suoi amici e di santa Chiesa, che il legato gli sarebbe
benivolo e grazioso, s’arrendè liberamente alla sua misericordia,
e liberamente rendè a santa Chiesa quante terre tenea nella Marca e
in Romagna; e il legato ricevuto ogni cosa in nome di santa Chiesa,
essendo grato dell’onore ricevuto da’ Malatesti, e per compiacere a’
guelfi d’Italia, avendo promesso e giurato messer Malatesta e’ suoi
di stare in ubbidienza, e di mantenere lealtà e fede a santa Chiesa,
acciocchè potessono a onore mantenere loro stato, diede loro la libera
giurisdizione e signoria di cinque città, ciò sono, Rimini, Pesaro,
Fano, Fossombrone, e .... co’ loro contadi, per dodici anni avvenire;
le quali riconobbono la santa Chiesa, e promisono di darne per censo
ogni anno alla Chiesa certa piccola quantità di pecunia, e compiuto il
termine, farne la volontà di santa Chiesa. E rimasi contenti e in pace,
messer Malatesta e’ figliuoli e’ fratelli cominciarono fedelmente a
seguitare il legato, e a servire la santa Chiesa; ed essendo singulari
amici de’ Fiorentini, assai con più fidanza gli adoperava e onorava
il legato ne’ fatti della guerra. E questa pace e accordo fu fatto
all’uscita di maggio del detto anno.