CAP. XXXIX.

_Come l’imperadore prese in guardia Pietrasanta e Serezzana._

Parendo all’imperadore non stare sicuro in Pisa per le novità

sopravvenute, domandò a’ Pisani di volere la libera guardia di

Pietrasanta e di Serezzana, e’ Pisani glie la diedono, e incontanente

vi mandò l’imperadrice con parte della sua gente, e fece pigliare la

tenuta delle terre e la guardia della rocca di Pietrasanta; e quando

ebbe novella che le castella erano in sua guardia gli parve essere

più al sicuro, sentendo ch’e’ cittadini si cominciavano a rammaricare

de’ Gambacorti e degli altri cittadini decapitati, e rivoleano i

presi; l’imperadore di presente si sarebbe partito, e abbandonato

ogni cosa per grande paura che gli martellava la mente non senza

gravezza di coscienza delle cose novellamente fatte, ma temeva forte

del patriarca per le novità mosse in Siena, e grande pericolo gli

pareva lasciarlovi addietro; e però attendeva con grande affezione,

e ogni dì gli parea del soggiorno un anno aspettando. A’ caporali

pisani nuovamente esaltati parea rimanere male partendosi l’imperadore,

perocchè ancora erano troppo grandi i loro avversari; e per tanto

furono all’imperadore, e domandarongli che vi lasciasse suo vicario;

l’imperadore contento della loro domanda ordinò suo vicario un valente

prelato, uomo sperto in arme e di gran consiglio, chiamato messer

Antorgo Maraialdo vescovo d’Augusta, con trecento cavalieri, ma non

determinatoli questo numero nè altro per l’avvenire, con salario della

sua persona e della sua gente di fiorini dodicimila d’oro il mese; e

così prese l’uficio e ’l titolo del vicariato.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 43 / 289 题