CAP. XXXVIII.

_Dello stato de’ Gambacorti passato._

Avvegnachè quello ch’è narrato de’ Gambacorti dovesse bastare, tuttavia

per dare esempio agli altri cittadini di temperanza ne’ fallaci

stati del comune ricordiamo, che costoro essendo mercatanti e antichi

cittadini di Pisa, cacciati i Conti e quelli della Rocca ch’aveano

retto un tempo, costoro senza usurpare il reggimento accostati e tratti

innanzi da’ buoni cittadini di Pisa, per loro operazioni pacifiche

e virtuose divennono i maggiori, e per loro consiglio si mantenea

giustizia, e s’aumentava la pace de’ loro vicini; e per questo, e

per la frequenza delle mercatanzie e del loro porto molto accrebbono

le ricchezze a’ cittadini, e ’l comune uscì in piccol tempo di gran

debito. Questi fratelli montarono in tanta autorità, che poterono

fare la pace dall’arcivescovo di Milano al comune di Firenze e agli

altri comuni di Toscana, e rimanere arbitri tra le parti: e venendo

l’imperadore in Italia, e’ furono in podere di non riceverlo in Pisa

s’avessono voluto, ma per loro consiglio si ricevette, con promissione

d’essere da lui conservati nel loro stato. Costoro l’albergarono nelle

loro case, facendoli grande onore e ricchi doni del loro e di quello

del comune, e portandosi nelle rivoluzioni ch’avvennono sempre in fede

e in purità verso il signore, e comportando pazientemente la loro

detrazione mossa dalla loro avversaria setta. Ma che vale la troppa

ricchezza, e gli onori e ’l magnifico stato della cittadinanza contro

alla rodente invidia de’ suoi cittadini? nella quale si racchiude

gli aguati della fortuna e della mortale inimicizia, alla quale manca

l’umana provvisione, e spesso genera inestimabili cadimenti e ruine;

e per questo e molti altri esempi assai è più senno vivere civilmente,

che prendere il reggimento del comune più che la comune sorte gli dea,

e quella innanzi ristrignere e mancare, che crescere o allargare per

ambizione; perocchè i popoli naturalmente sono ingrati, e tra loro le

virtù e la troppa alterezza come è temuta e riverita, così in occulto

è odiata, e l’invidia conceputa genera pericolosi traboccamenti; e

la furiosa e matta baldanza più muove e guida il popolo, che virtù o

giustizia non può sostenere o riparare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 42 / 289 题